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Impresa

19 settembre 2022

L’edilizia sarà il motore della ripresa Toscana, ma servono politiche concrete per il settore

E’ un comparto con un alto moltiplicatore degli investimenti, ma c’è necessità di mantenere e rafforzare questo potenziale. Lo spiega nel suo intervento il presidente dei costruttori toscani.

di Rossano Massai, presidente di Ance Toscana     

L’edilizia si conferma, nel bene e nel male, al centro dell’attenzione delle forze politiche e della pubblica opinione in generale; come Ance auspichiamo e non da ora che questa attenzione si traduca in politiche effettive e concrete a favore del settore. Quando si parla del settore delle costruzioni occorre aver presente in via preliminare alcuni elementi.

L’edilizia è un settore con un alto moltiplicatore degli investimenti ed una rilevante incidenza di manodopera, nella fase successiva al periodo critico della pandemia Covid, l’IRPET riconosceva che solo l’edilizia era stata in grado di incrementare il numero di occupati, appare inoltre evidente che l’incremento di PIL riscontrato in Italia nel 2021 e nel primo trimestre 2022 sia in gran parte ascrivibile al settore.

Nell’interesse dell’Italia occorre mantenere e se possibile rafforzare questo potenziale. Ricordiamoci che almeno il 50% dei fondi PNRR e in qualche maniera collegata all’edilizia per infrastrutture, edilizia scolastica, rigenerazione urbana, edilizia ospedaliera, messa in sicurezza del territorio; domandiamoci quindi quali siano al momento gli elementi che frenano lo sviluppo del settore.

Si tratta di fattori in parte “storici” per non dire endemici, quali la complessità della legislazione sia sul versante appalti che sul versante delle procedure di autorizzazione. Uno degli ultimi atti del parlamento recentemente sciolto è stata l’approvazione della legge delega sugli appalti, provvedimento sicuramente necessario visto il fallimento dell’attuale codice dei contratti pubblici di fatto mai entrato veramente a regime dal 2016, ma che testimonia la difficoltà del nostro sistema legislativo di dare ad un settore così importante quale quello degli appalti un quadro normativo stabile e funzionale.

Non può consolare la considerazione, autorevolmente esposta dal professor Cassese sul Corriere della Sera del 18 settembre, circa la generale scarsa qualità legislativa del nostro parlamento.

Un altro recente esempio di autentico “caos” normativo si è avuto con il sistema dei bonus edilizi, oggetto di modifiche retroattive, indicazioni contrastanti tra ministeri ed Agenzia delle Entrate, il tutto a danno delle imprese oneste e dei cittadini.

In conclusione un richiamo alle procedure: la tragica alluvione delle Marche ha drammaticamente evidenziato quello che le imprese conoscono da anni, progetti antichi, “geologici” nel caso in questione li ha definiti Erasmo D’Angelis già direttore di Italia Sicura, per i quali manca sempre una autorizzazione o per i quali si forma qualche comitato di contestatori pronto ad ostacolare le opere sulla base di non meglio precisate motivazioni ambientaliste, salvo poi lamentare l’assenza di generiche politiche di prevenzione.

       

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