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Impresa

17 marzo 2022

La crisi delle materie prime ferma anche le ambulanze

Bloccata la produzione della pisana Intech Services: non arrivano più i furgoni di Stellantis da trasformare.

La crisi delle materie prime blocca la produzione di Intech Services, azienda di Montopoli Valdarno che è ferma da ottobre 2021, con centinaia di ordini arretrati, in seguito allo stop della produzione di furgoni destinati a diventare ambulanze. La situazione ha portato a 20 persone messe in Cassa integrazione, nessuno dei contratti a tempo determinato rinnovato, circa 300 ordini inevasi, e un altro centinaio in arrivo e da rinviare.

Settore a rischio con lo stop di Stellantis

In tutta Italia la produzione di autoambulanze è concentrata fra 10-11 aziende che coprono il fabbisogno nazionale: l’80% è coperto da imprese che operano in Toscana. L’intero settore è ora bloccato, lamenta Intech, perché Stellantis ha fermato la produzione di furgoni, i classici Ducato, che vengono adattati e allestiti per diventare ambulanze. Lo stop investe anche tutto l’indotto di imprese che producono apparecchiature elettromedicali, barelle e tutto quanto si trova all’interno di una ambulanza.

“La crisi dei furgoni è iniziata a settembre”, racconta l’amministratore delegato Paolo Andretta. “Dopo le prime rassicurazioni da parte di Stellantis, in relazione a una ripresa della produzione a febbraio, abbiamo saputo che non se ne riparlerà prima di settembre 2022. Sappiamo molto bene che anche il settore automotive sta viaggiando a ritmo ridotto, ma riteniamo che ci siano le possibilità per dare priorità alla produzione di questi furgoni. Ne basterebbero 400 per consentirci di evadere gli ordini arretrati e di poter così aiutare le associazioni di soccorso. Abbiamo valutato che per produrre 1500 mezzi basterebbe una giornata di lavoro o due mezze giornate negli stabilimenti di Stellantis”.

L’Unione Industriale chiede misure al Governo

Per Patrizia Alma Pacini, presidente dell’Unione Industriale Pisana, la vicenda di Intech “che la nostra associazione sta seguendo da vicino e ha portato all’attenzione della Regione Toscana, non è dissimile da altre imprese non solo in Toscana. Il fatto che, in questo caso, vi siano di mezzo la sicurezza e la salute, non può che spingere a una veloce e doverosa soluzione”.

Più in generale, afferma Pacini, “la richiesta che si leva dal mondo delle imprese verso il Governo e le istituzioni regionali è quindi di accelerare e di varare misure che alleggeriscano il peso di questa crisi attraverso interventi tempestivi e strutturali. Il comparto della manifattura, che nella provincia di Pisa e in Toscana rappresenta una eccellenza e un settore consistente che ne traina l’economia, è tra quelli più a rischio: se chiude questo, crolla il sistema”.

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