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Impresa

18 ottobre 2022

Intesa Sanpaolo, 200 milioni per l’agricoltura toscana

Iniziativa con Coldiretti per presentare gli strumenti utili per cogliere le opportunità dei bandi del Pnrr per il settore.

E’ partito oggi da Firenze il tour organizzato da Coldiretti e Intesa Sanpaolo per illustrare agli imprenditori agricoli l’accordo nazionale che prevede un plafond di 3 miliardi di euro, di cui 200 milioni di euro destinati alla Toscana, per cogliere le opportunità dei bandi previsti dal Pnrr per il settore, e gli altri pilastri su cui si fonderà la collaborazione. Nelle aree di intervento dell’accordo sono ricompresi i bandi relativi ai Parchi agrisolari e all’Innovazione e meccanizzazione, ma anche gli interventi per una migliore gestione delle risorse idriche, per lo sviluppo della logistica e della capacità di stoccaggio e soprattutto per i contratti di filiera.

A supporto delle imprese agricole associate a Coldiretti Toscana, Intesa Sanpaolo individuerà le migliori soluzioni per facilitare l’accesso alle iniziative di sostegno pubblico, in particolare sia per ottenere l’anticipazione finanziaria dei contributi a fondo perduto, sia attraverso il rilascio degli impegni di firma necessari per abilitare l’inoltro della richiesta di anticipazione del contributo a fondo perduto al Ministero. Laddove il contributo pubblico non dovesse coprire l’intero ammontare dell’investimento, la banca affiancherà le aziende con finanziamenti la cui durata potrà arrivare fino a 30 anni ed importo fino al 100% della spesa, anche con garanzia sussidiaria Ismea e Green di Sace.

“Vogliamo accompagnare le imprese nella transizione”

“La Toscana – ha commentato Massimiliano Cattozzi, responsabile direzione agribusiness Intesa Sanpaolo – ha un tessuto di piccole e medie imprese vivaci e di grande qualità, note in tutto il mondo per le loro eccellenze, frutto di un’imprenditoria sapiente dedita all’export e legata profondamente alla propria terra, su cui continua ad investire. Vogliamo accompagnare queste imprese a cogliere le opportunità del Pnrr, per intraprendere una transizione sia green sia digitale che consenta loro di crescere e continuare a competere sul mercato”.

Secondo Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana, “gli sconvolgimenti che la guerra ha portato hanno evidenziato come produrre cibo e non dipendere dall’estero sia un tema strategico di sicurezza nazionale per un Paese come l’Italia che deve ancora colmare il pesante deficit produttivo in molti settori importanti. In tale ottica il Pnrr rappresenta un’opportunità proprio per contribuire a raggiungere l’obiettivo di dimezzare la dipendenza dall’estero aumentando produzione, rese e sostenendo l’innovazione tecnologica e le sinergie di filiera”.

Nel corso dell’evento di oggi è stato presentato uno studio di Intesa Sanpaolo dedicato all’agroalimentare della Toscana, prima regione italiana (ex aequo con il Veneto) per certificazioni di qualità Dop/Igp con 92 prodotti (tra cui 34 cibi e 58 vini), ed è quinta per impatto della Dop economy con un valore della produzione di 1,15 miliardi di euro nel 2020 (di cui 1 miliardo nei vini). Dallo studio emerge come in Toscana risulti molto più adottata rispetto alla media nazionale non solo la diversificazione dei mercati di vendita – in virtù di produzioni di eccellenza amate all’estero come i vini – ma anche il potenziamento dei magazzini e le partnership con i fornitori.

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