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Impresa

27 maggio 2022

Imprese femminili al rebus della crescita

Aperto il bando ministeriale che, grazie a fondi Pnrr, incentiva le donne ad avviare aziende. In Toscana il peso è del 24%.

Silvia Pieraccini

Riparte il tentativo di sviluppare le imprese femminili, e riparte col nuovo bando del ministero dello Sviluppo economico, inserito tra le priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che incentiva le donne ad avviare e rafforzare attività imprenditoriali per realizzare progetti innovativi.

Contributi per chi nasce e per chi accelera

Il Governo vi ha destinato complessivamente 200 milioni di euro (160 milioni di fondi Pnrr che hanno integrato i 40 milioni stanziati nella legge di bilancio 2021) articolati su vari incentivi. Dal 19 maggio possono essere presentate le domande per richiedere contributi a fondo perduto per l’avvio di imprese femminili o costituite da meno di 12 mesi (per le quali è disponibile, a livello nazionale, una dote di 47 milioni); dal 7 giugno invece sarà possibile presentare le domande per lo sviluppo di imprese femminili costituite da oltre 12 mesi (in questo caso le risorse ammontano a quasi 147 milioni).

Sempre il 19 maggio ha aperto lo sportello per le domande relative agli incentivi, anch’essi destinati alle imprese femminili, degli strumenti “Imprese ON” e “Smart&Start”, ciascuno con un plafond di 100 milioni.

Le imprese femminili in Toscana sono quasi una su quattro

Il tentativo, che riguarda da vicino anche la Toscana, è quello di far decollare l’imprenditoria femminile, il cui peso è rimasto stabile negli ultimi anni: il 24% delle imprese attive (cioè 84mila su 350mila) fa capo a una donna o è partecipato (o amministrato) in maggioranza da donne, e queste imprese danno lavoro a 230mila addetti. Il settore più rappresentato è il commercio (a cui appartiene il 26% delle imprese femminili), seguito da manifattura, turismo e servizi alla persona col 10% di imprese a testa.

Sul fronte imprenditoriale, le donne sembrano non aver perso la voglia di provarci, anche se non sempre con grandi risultati: negli ultimi cinque anni il tasso di natalità delle imprese femminili è stato più brillante della media, ma il tasso di mortalità è sempre stato leggermente superiore alla media. La dinamica è confermata nel 2021: il tasso di natalità delle imprese femminili è arrivato al 6,5% (mentre quello complessivo si è fermato al 5,4%), mentre il tasso di mortalità si è attestato al 5,3% (contro il 4,4% totale).

Autore:

Silvia Pieraccini

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