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15 giugno 2022

Il commissario Giani non vuole il rigassificatore offshore

“Non va bene, c’è già una piattaforma a Livorno”, dice il governatore, ancora favorevole alla nave per 2 anni a Piombino.

Leonardo Testai

Il rigassificatore di Piombino sarà un’opera provvisoria, e non sarà il preludio a una piattaforma offshore da collocare in modo definitivo nel golfo di Follonica, dunque in quella porzione di mar Tirreno che va da Piombino a Punta Ala. A dirlo è il commissario nominato dal governo per la realizzazione del rigassificatore: Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, che venerdì 17 ospiterà a Firenze una riunione con i tecnici di Snam e una delegazione di sindaci del territorio, a partire dal sindaco di Piombino Francesco Ferrari, contrario alla nave di rigassificazione.

“Per la rigassificazione basta la piattaforma di Livorno”

“Non si deve più parlare di una nave di rigassificazione che entra nel porto di Piombino (Livorno) e dopo due anni è sostituita da una piattaforma offshore nel golfo di Follonica”, ha affermato Giani. “Per quanto mi riguarda non va bene, la Toscana ha già una piattaforma di rigassificazione a Livorno”, ha aggiunto, parlando coi giornalisti a margine di una seduta del Consiglio regionale. Seduta nel cui ordine del giorno figura anche una mozione del M5s che chiede al Consiglio di esprimersi contro il progetto di rigassificatore, mentre il portavoce dell’opposizione, Marco Landi, ha annunciato il deposito di una richiesta, sottoscritta da tutti i consiglieri regionali del centrodestra, di comunicazione urgente da parte dello stesso Giani sul tema.

“Ci facciamo carico degli interessi del Paese ad avere una minor dipendenza dal gas russo – ha dichiarato il governatore – con la nave comprata dallo Stato italiano e posizionata nel porto di Piombino, ma da non rendere l’operazione strutturale con una piattaforma offshore a 2-3 chilometri dal golfo di Follonica. Siamo pronti per assolvere alla nostra parte, ma di piattaforme offshore ne abbiamo già una in Toscana e quindi non c’è bisogno di una seconda”.

“La nave non abbia impatto sull’ambiente”

Il governatore-commissario Giani nei giorni scorsi aveva annunciato la presentazione di un memorandum preliminare alla collocazione del rigassificatore a Piombino. “Mi farò innanzitutto garante – aveva affermato – del fatto che il posizionamento della nave non abbia impatti di carattere ambientale. La circolazione dell’acqua dovrà avvenire sostanzialmente a circuito chiuso, evitando variazioni di temperatura e miscelazione con l’acqua marina contigua al porto. Occorre inoltre procedere con le attese opere di bonifica sulla falda, per le quali la Regione ha già anticipato, con l’ultima variazione di bilancio, circa 10 milioni che andranno ad integrarsi con gli almeno 50 milioni che il Governo deve mettere a disposizione”.

Una conciliazione fra le esigenze di approvvigionamento energetico e quelle di tutela ambientale che, secondo il M5s, non è possibile. Ma il movimento punta il dito contro il progetto anche per le sue ripercussioni sull’economia turistica del territorio. “Se facciamo un paragone con le aree di interdizione previste intorno alla nave gasiera di Livorno – affermano le consigliere Irene Galletti e Silvia Noferi – sono talmente vaste che, se proviamo a proiettarle sulla carta nel porto di Piombino, risulta chiaro che dovrebbe essere interdetta un’area che oltre alla città di Piombino comprenderebbe Baratti e l’estremità nord dell’Isola d’Elba, in un tratto di mare dove di solito transitano i traghetti turistici per l’arcipelago toscano”.

Il Comune di Piombino prepara un parere contrario

Ferrari, dal canto suo, non cede sul no alla nave di Snam opposto da subito, e che rimarrà la linea del Comune anche all’incontro di venerdì. “Ribadiremo la posizione contraria – ha spiegato – motivandola ed esprimendo ancora una volta tutti gli argomenti per i quali siamo convinti che un rigassificatore nel nostro porto sia un danno economico, sociale, ambientale e turistico per il futuro di Piombino. Ci aspettiamo che questo appuntamento sia l’occasione di dialogo e valutazione che finora è mancata: prima di candidare Piombino, sarebbe stato opportuno studiare attentamente le conseguenze del progetto e ascoltare l’opinione della città. Se così non fosse, il Comune si farà trovare preparato a continuare la battaglia: abbiamo preso contatti con tecnici del settore per avere un parere giuridico e ambientale così da avere gli strumenti necessari a contrastare il progetto nelle sedi opportune”.

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Leonardo Testai

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