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16 novembre 2022

I sindacati chiedono (di nuovo) di aggiornare il Patto per lo sviluppo

Appello di Cgil, Cisl e Uil per un confronto con la Regione Toscana: “Altrimenti saremo costretti a mobilitarci”.

L’appuntamento non è più rinviabile: Cgil, Cisl e Uil della Toscana chiedono alla Regione un confronto per rilanciare il Patto per lo sviluppo firmato dalle parti sociali nel 2019, e aggiornarne gli impegni per “evitare un arretramento”, affermano i sindacati, che hanno organizzato un’assemblea di delegate e delegati a Firense con oltre 300 partecipanti. E’ la seconda “chiamata” delle organizzazioni sindacali, dopo l’appello del giugno scorso: la Regione, affermarono allora, si era impegnata a una revisione del Patto, ma l’annuncio non ha mai avuto un seguito. E a distanza di cinque mesi nulla si è ancora mosso.

“Chiederemo un incontro alla Regione – ha affermato Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana – per capire davvero come intende muoversi. Dopodiché, se non ci saranno risposte in questa direzione, ovviamente non ci fermeremo e saremo costretti a mobilitarci”. La proposta dei sindacati è quella di aggiornare il vecchio Patto volgendolo verso “un nuovo modello di sviluppo” che sappia interpretare le nuove sfide tecnologiche e di transizione ambientale, che miri a creare lavoro di qualità, all’interno di un quadro di sviluppo infrastrutturale, e nel riconoscimento del ruolo del sindacato per la coesione sociale. Con un dialogo costante in merito alle risorse del Pnrr.

“In Toscana sta aumentando il lavoro povero”

Ciro Recce, segretario generale della Cisl Toscana, ha spiegato che “abbiamo delle priorità che sono le infrastrutture, la sanità, la transizione ecologica, energetica e digitale”, mentre col Pnrr “ci saranno tantissime risorse, come mai ci sono state, e noi abbiamo la necessità che siano finalizzate a uno sviluppo effettivo, altrimenti creeremo un problema per i nostri figli e nipoti perché sono risorse che per due terzi vanno restituite”. Paolo Fantappiè, segretario generale della Uil Toscana, ha evidenziato dal canto suo che in regione “aumenta il lavoro povero, sono più di 170mila i lavoratori che guadagnano meno di 8mila euro all’anno, e abbiamo un aumento delle aziende che forse chiuderanno in perdita quest’anno, più di 15mila, con un riflesso negativo su 115mila lavoratori”.

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