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Impresa

15 luglio 2022

I player dei mercati guardano alle Pmi in Toscana

A Viareggio un convegno per presentare le opportunità offerte dalla quotazione in Borsa e dal Private Equity.

In un contesto macroeconomico caratterizzato, dopo la pandemia, dall’incremento dell’inflazione, del costo delle materie prime e dell’energia, un percorso di apertura del capitale ai mercati si propone come una strada praticabile per lo sviluppo del business delle Pmi, anche in Toscana. E’ la convinzione che ha mosso Elite (gruppo Euronext), Pictet Wealth Management, Montefiore Italy, la boutique finanziaria Kt&Partners e la Sgr Acomea, che hanno dato vita a un incontro a Viareggio per presentare alle Pmi della Toscana le opportunità derivanti dalla quotazione in Borsa e dal mondo del Private Equity. Con la presenza di Farmaè, l’azienda versiliese dell’e-commerce quotata dal luglio 2019 sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana.

Nel network Elite 56 aziende toscane

“Siamo felici di tornare in Toscana”, ha affermato Marta Testi, amministratore delegato di Elite, ricordando che la regione “ad oggi conta 56 aziende del territorio già parte del nostro network, con un fatturato aggregato di 4,1 miliardi di euro e 12.600 dipendenti totali. Elite rappresenta per tutte le imprese ambiziose una modalità virtuosa per strutturare e accelerare la propria crescita accedendo a un network di imprese di qualità, competenze, ma soprattutto a opportunità di finanziamento anche attraverso iniziative sistemiche in collaborazione con controparti istituzionali. Eccellenza, innovazione e capitali al servizio di chi fa impresa”.

Aprirsi ai mercati, secondo i relatori del convegno, può favorire il salto dimensionale e incrementare il livello di competitività dell’azienda oltre che la visibilità con le controparti e la patrimonializzazione, generando un circolo virtuoso e richiamando maggiori capitali a supporto della crescita aziendale. “C’è una sola certezza – sostiene Kevin Tempestini, fondatore di Kt&Partners -, che il sostegno dello Stato e del sistema bancario alle Pmi tenderà a diminuire in termini di efficacia. Nella fase della pandemia è stato importante, straordinario, ma andando avanti si vede una congiuntura macroeconomica in forte peggioramento”.

Per Tempestini dunque “vedremo una maggiore selettività del sistema bancario verso gli imprenditori, per cui aprirsi a mercati può diventare una necessità. In questa crisi non manca la liquidità, al contrario di quanto accadde nel 2008: qui c’è, a costi diversi. Non c’è una ricetta unica per tutti. Di certo il Covid ha cambiato la mentalità di tanti imprenditori, che possono decidere di cedere la loro società, del tutto o in parte, per consolidarsi, e questa è una opzione più forte rispetto al pre-Covid”.

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