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Impresa

05 settembre 2022

Gli Its alla sfida della conoscenza (da parte di ragazzi e famiglie)

Aperte le iscrizioni in tutti gli Istituti tecnici superiori della Toscana: 700 posti, corsi biennali. La riforma aumenta il peso delle imprese.

Silvia Pieraccini

Sono aperte in tutti gli Istituti tecnici superiori (Its) della Toscana le iscrizioni ai corsi del nuovo anno formativo che partirà in ottobre. Il percorso, di durata biennale, è riservato ai ragazzi diplomati che vogliono diventare tecnici esperti in varie discipline, dalla meccanica alla moda, dalle scienze della vita all’alimentare, dalla nautica all’edilizia all’informatica. Gli Its, gestiti da Fondazioni pubblico-private, in Toscana quest’anno sono saliti a nove e l’iscrizione costa al massimo 500 euro.

Confindustria Firenze applaude alla riforma Its

Al termine del percorso di studi, che si articola in lezioni in aula e esperienze in azienda, più dell’80% dei ragazzi trova un posto di lavoro entro un anno. “Gli Its sono un’ottima possibilità per diminuire il divario tra domanda e offerta di lavoro, e anche per ridurre la disoccupazione”, afferma Azzurra Morelli, vicepresidente di Confindustria Firenze, che oggi, 5 settembre, ha partecipato al convegno sugli Its promosso a Firenze da Cgil-Flc, applaudendo alla riforma del settore appena varata dal Governo.

Aumenta il legame con le imprese

La riforma, che arriva dopo una decina d’anni di sperimentazione di successo, prevede finanziamenti pubblici sempre più “a carattere di stabilità”, legati a una programmazione triennale dell’offerta formativa (nasce un fondo nazionale per l’istruzione tecnologica superiore da 48,3 milioni a decorrere dal 2022). Le risorse previste dal Pnrr, 1,5 miliardi in cinque anni (di cui i primi 500 milioni in arrivo entro l’estate), andranno a incrementare il numero dei percorsi formativi.

Le imprese saranno il perno degli Its: i docenti provenienti dall’impresa dovranno svolgere almeno il 60% del monte ore complessivo; stage e tirocini aziendali dovranno rappresentare almeno il 35% della durata del percorso, e potranno essere svolti anche all’estero e sostenuti da borse di studio; la presidenza della Fondazione Its sarà, di norma, espressione delle imprese fondatrici e partecipanti; per le aziende che investono negli Its è previsto un credito d’imposta del 30%, che sale al 60% se l’erogazione è fatta nelle province con maggior tasso di disoccupazione.

Il nuovo nome è Its Academy

Con le nuove norme gli Its si chiameranno Its Academy e puntano a essere il fiore all’occhiello formativo nelle aree tecnologiche più rilevanti per la manifattura made in Italy, in linea con Industria 4.0 e Pnrr.

La riforma spinge inoltre sull’orientamento per far conoscere queste realtà formative d’eccellenza, spesso sconosciute a docenti, famiglie e studenti. E’ quello che si sta facendo anche in Toscana, dove tutti gli Its stanno presentando i propri corsi (una trentina in tutto, per un totale di 700 posti).

La Cgil teme una gestione poco “pubblica”

La riforma degli Its non convince la Cgil che al convegno fiorentino ha chiesto “un miglioramento”, “una vera regìa nazionale pubblica e un maggior coinvolgimento delle forze sociali”, temendo una gestione “che vada troppo nelle mani delle singole imprese, facendo venir meno il legame con la scuola e l’istruzione pubblica”. Per Azzurra Morelli di Confindustria Firenze, invece, il 35% del percorso svolto in azienda, anche all’estero, sarà “positivo per la formazione dei ragazzi”, mentre il 60% del monte ore affidato a docenti che provengono dall’impresa “è fondamentale per trasferire le esperienze lavorative e tramandare l’approccio al lavoro”.

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Silvia Pieraccini

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