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Impresa

27 maggio 2022

Firenze, un nuovo museo per il treno (in miniatura)

Nell’ex cinema Ariston, vicino a piazza Santa Maria Novella, prende vita un plastico ferroviario di 280 metri quadrati.

Cinquant’anni di passione per i modellini dei treni, portata avanti dall’imprenditore Giuseppe Paternò Castello di San Giuliano (marito di Fiamma Ferragamo, scomparso nel 2018), sono ora racchiusi in un plastico ferroviario di 280 metri quadrati, una grandiosa opera artigianale e tecnologica – unica in Europa – che ha trovato sede nell’ex cinema Ariston di Firenze, a due passi da piazza Santa Maria Novella, grazie ai figli di Giuseppe, Diego, Giulia e Maria. Ed è diventata un progetto museale.

Il museo H Zero, dall’espressione usata nel modellismo per indicare la scala 1/87 considerata ottimale per vedere i minimi dettagli, aprirà al pubblico domenica 29 maggio (con una giornata a ingresso gratuito su prenotazione). Il progetto, curato da Alberto Salvadori, ha esaltato la resa scenica del plastico, che riproduce paesaggi reali e fantasiosi, dalle Dolomiti alle architetture berlinesi fino alle coste dell’Elba, animati da scene di vita quotidiana, persone, macchine, case, animali, tutto in miniatura, tutto sospeso tra realtà e invenzione, circondato da musica e video e alimentato dalla tecnologia (il sistema di regìa dei 70 treni che attraversano il plastico è simile a quello delle Ferrovie), per avvolgere e coinvolgere lo spettatore. “Abbiamo messo insieme gioco e complessità – ha spiegato Salvadori illustrando il progetto – e abbiamo collaborato con la Fondazione Ferrovie dello Stato che ha tantissimo materiale sul settore”.

Diego di San Giuliano ha ricordato la passione e la dedizione del padre, che nell’ideazione, costruzione e gestione del plastico (conservato per anni in un magazzino di Scandicci e poi diviso in sette parti per poter essere trasportato nell’ex cinema) è stato affiancato da una decina di persone con competenze tecniche e creative.

Lo spazio dell’ex cinema Ariston è stato riconvertito dall’architetto Luigi Fragola, che ha utilizzato l’acciaio dei binari per il pavimento, ha pensato l’ingresso come una stazione ottocentesca e ha realizzato una galleria finestrata simile a un vagone ferroviario. Laboratori didattici e formativi, sala proiezioni, spazio per esposizioni temporanee e store completano il museo.

Il percorso museale, progettato da

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