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Impresa

21 marzo 2023

Firenze progetta il futuro della filiera moda

Confindustria organizza un convegno nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, dove 71 anni fa si tenne la prima sfilata del made in Italy.

Il convegno Future for Fashion svoltosi nel 2022 in Palazzo Vecchio

Sono attesi imprenditori, manager e investitori finanziari – da Brunello Cucinelli a Antonio De Matteis, da Alfonso Dolce a Leonardo Ferragamo, da Roberta Benaglia a Fabrizio Testa – alla seconda edizione del convegno ‘Future for Fashion’, in programma il pomeriggio del 23 marzo e la mattina del 24 marzo prossimi a Firenze, organizzato da Confindustria Firenze in collaborazione col Comune e il Centro di Firenze per la moda italiana (Cfmi). Le conclusioni sono affidate al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e al presidente di Confindustria Firenze e di Confindustria Toscana, Maurizio Bigazzi.

La Sala Bianca di Palazzo Pitti è legata al settore

Il luogo dell’evento è strettamente legato al settore moda perché si tratta della Sala Bianca di Palazzo Pitti, la sala che il 22 luglio del 1952 ospitò la prima vera sfilata di moda made in Italy, organizzata da Giovanni Battista Giorgini alla presenza di 300 compratori internazionali. La prima edizione, nel 2022, si era svolta nel Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio.

Quest’anno il tema dell’incontro si focalizzerà sui driver che guidano il settore: qualità, innovazione, durabilità e made in Italy, caratteristiche che permettono alla moda di emozionare e di vincere il tempo.

Alla ricerca delle direttrici di sviluppo

“Future For Fashion è il primo e unico evento italiano – afferma un comunicato – che si promette di stimolare, con i protagonisti del settore e della sua filiera, una profonda riflessione sul futuro della moda e del made in Italy, individuando strategie di successo, direttrici di sviluppo e nuovi paradigmi di competitività”.

L’industria della moda vuol tornare ad essere attrattiva per i giovani

L’industria della moda è un settore che in Italia vale l’8% del valore aggiunto manifatturiero. In Toscana questa percentuale cresce grazie alla presenza di aziende e distretti del tessile, abbigliamento, concia, pelletteria, calzature, accessori metallici e gioielli. “Nel territorio fiorentino e in Toscana insiste una rete manifatturiera di artigiani, imprenditori e stabilimenti unica – affermano gli organizzatori – che deve essere tutelata, valorizzata e sviluppata; e deve tornare ad avere forza attrattiva anche per i giovani”.

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