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20 aprile 2022

Firenze Fiera riparte con Mida (e prepara la ricapitalizzazione)

Dopo i due anni della pandemia che hanno falcidiato l’attività, gli azionisti devono decidere la strada del rilancio.

Silvia Pieraccini

Rendering della mostra organizzata da Oma

Dopo Home Texstyle, fiera del tessile per la casa che si è svolta dal 1 al 4 aprile, la Fortezza da Basso di Firenze si prepara ad ospitare la mostra più importante organizzata dalla società Firenze Fiera, Mida-Mostra internazionale dell’artigianato, che torna in presenza dopo la pausa di due anni dovuta alla pandemia.

In mostra le creazioni di 400 artigiani

In questa 86esima edizione, dal 23 aprile al 1 maggio, esporranno (e metteranno in vendita) le proprie creazioni 400 artigiani (200 toscani, un centinaio dal resto d’Italia e un centinaio dall’estero, tra cui Francia, Turchia, Tunisia, Marocco, Perù, Egitto, India, Iran, Madagascar, Pakistan, Nepal e Tibet). Sarà presente anche l’associazione no-profit Made in Ukraine che organizza festival in Europa per valorizzare l’artigianato ucraino.

Accanto alla mostra-mercato sono previste conferenze, eventi di artigianato 4.0, laboratori didattici, allestimenti e mostre collaterali (tra cui quella su cinquemila specie di orchidee; quella dell’Osservatorio Mestieri d’arte della Fondazione Cr Firenze sulle lavorazioni artigianali dal vivo; quella della scuola Lao-Le arti orafe sui gioielli contemporanei).

“Ripartiamo dopo la pandemia – ha detto il presidente di Firenze Fiera, Lorenzo Becattini, presentando l’evento – ma finita questa mostra dovremo metterci a sedere per riprogettare la mostra del futuro”.

Aumento di capitale da 12 milioni di euro

Il futuro è da scrivere anche per Firenze Fiera, la società espositivo-congressuale (gli azionisti sono: 31,9% Regione Toscana, 28,8% Camera di commercio di Firenze, 9,3% Città Metropolitana, 9,2% Comune di Firenze) reduce da due anni molto difficili a causa dell’epidemia Covid che ha falcidiato l’attività, che adesso ha bisogno di rilancio. Il 2020 si è chiuso con 3,6 milioni di perdita (su sei milioni di fatturato); nel 2021 il ‘rosso’ è stato contenuto a 630mila euro (sempre con sei milioni di fatturato) grazie ai ristori statali; quest’anno il budget prevede una perdita più pesante, anche se molto dipenderà dall’andamento della guerra in Ucraina e della pandemia. L’indebitamento ammonta a circa 15 milioni. L’assemblea dei soci ha approvato nel febbraio scorso il piano di risanamento 2022-2025 che contempla un aumento di capitale da 12 milioni di euro, scindibile in due tranche di cui la prima, da quattro milioni, entro il 2023. Attualmente il capitale sociale di Firenze Fiera è di 21 milioni di euro.

Gli azionisti hanno il cerino in mano

Nel mese di giugno l’assemblea dei soci dovrà decidere quale strada imboccare: se ricapitalizzare (ma finora Regione Toscana, Comune e Camera di commercio di Firenze hanno detto di non voler sottoscrivere aumenti di capitale), oppure se lasciare spazio all’ingresso di nuovi soci, partner industriali o “semplici” finanziatori. “Le opzioni sul tavolo sono varie – spiega Becattini – bisognerà vedere cosa decideranno gli azionisti per ridare fiato alla società. I 12 milioni di capitale servono per rimborsare i prestiti accesi con gli istituti di credito, visto che negli ultimi due anni non è stata prodotta cassa perché è mancata la gestione caratteristica. La previsione, al netto del Covid e della guerra, è di tornare sopra i livelli 2019 (18,5 milioni di ricavi e utile di 100mila euro, ndr) nel 2025”. Ma per arrivare a quel traguardo, Firenze Fiera ha bisogno di una iniezione di capitale.

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Silvia Pieraccini

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