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Impresa

20 giugno 2022

Filpucci compra (e potenzia) una filatura contoterzi

Investito 1 milione di euro per l’acquisto del 70% di Valfilo, più 500mila euro per una linea di cardatura. Il rebus della catena di fornitura.

L’azienda pratese di filati Filpucci potenzia la capacità produttiva acquistando il 70% di una filatura contoterzi del distretto, la Valfilo di Vaiano (Prato) che fa capo a Lido e Bruno Macchioni Montini, specializzata nei filati cardati classici. Il reparto produttivo (escluso la proprietà immobiliare) è stato valutato 1,4 milioni di euro: Filpucci dunque ha investito circa 1 milione di euro per il 70% del capitale, e ha già annunciato 500mila euro di ulteriori investimenti per potenziare la produzione del 25% con una quarta linea di cardatura. Oggi l’azienda produce circa 1 milione di chili di filato all’anno con 19 dipendenti.

Due sono i motivi alla base dell’operazione secondo Federico Gualtieri, presidente di Filpucci: “Valfilo è una delle ultime filature-gioiello del distretto che lavora sul cardato – spiega – e dunque può assicurare cachemire e lana, riciclata e vergine. Ma soprattutto è l’unica filatura del distretto che ha una varietà di macchine in grado di realizzare tante produzioni diverse, dai titoli fini a quelli medi e medio-grossi fino al ‘bottonato’ o tweed che in Italia solo pochi possono fare”.

Garantirsi la capacità produttiva sta dunque diventando strategico, non solo per i brand di moda (il caso più eclatante è quello di Zegna e Prada che insieme hanno comprato Filati Biagioli) ma anche per le aziende “a monte” come Filpucci (l’ultima operazione è del fondo Ethica Global Investments che, dopo il Lanificio dell’Olivo, ha comprato la maggioranza di Manifattura Sesia). “Le filature a cardato sono sempre meno – aggiunge Gualtieri – e Valfilo sarebbe sicuramente finita nelle mani di altri, se non avessimo fatto questa operazione. Di fatto è una protezione delle produzioni del distretto”.

Gli attuali titolari, i fratelli Lido e Bruno, rimarranno alla guida dell’azienda per almeno due anni per garantirne la continuità, e la filatura lavorerà anche per altri clienti, come ha sempre fatto. “Filpucci utilizzerà al massimo il 30% della capacità produttiva – promette Gualtieri – Valfilo rimarrà sul mercato”.

Per Filpucci, che ha tempo ha investito sui prodotti riciclati, Valfilo significa anche assicurarsi competenze e macchinari che possono far fronte alla domanda in ascesa di cachemire e lana rigenerati. L’azienda della famiglia Gualtieri quest’anno sta crescendo a doppia cifra, con la previsione di passare da 40 milioni di fatturato 2021 ad almeno 55 milioni che, a livello consolidato (con Valfilo, l’azienda cinese e la tintoria), potrebbero arrivare a 85-90 milioni.

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