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16 giugno 2023

Fendi sfila tra le borse, Pitti Uomo cerca la spinta

Il salone si chiude con circa 12mila compratori, di cui cinquemila stranieri. Lenta ripresa dei buyer orientali.

Silvia Pieraccini

La leadership conquistata negli ultimi vent’anni da Firenze nella produzione di borse di lusso è stata ribadita e proiettata nel mondo giovedì 15 giugno, grazie alla sfilata che il marchio Fendi (parte del colosso francese Lvmh, il più grande gruppo del lusso al mondo) ha tenuto nella nuova fabbrica sulle colline fiorentine, in località Capannuccia nel comune di Bagno a Ripoli, inaugurata nell’ottobre 2022.

Lo stile ‘da lavoro’ conquista la passerella

La Fendi Factory (così si chiama la manifattura), con i macchinari e gli addetti al taglio, assemblaggio, controllo qualità, ha fatto da sfondo alla sfilata della collezione uomo primavera-estate 2024 disegnata da Silvia Venturini Fendi, tutta incentrata sullo stile workwear e sul valore del lavoro artigianale, con abiti pratici e dalle forme pulite, in cotone, lino e pelle.

Al Pitti Uomo 12.000 compratori

Fendi è stato l’ospite speciale di questa edizione (la numero 104) di Pitti Uomo, che si chiude venerdì 16 con un’affluenza stimata dagli organizzatori di Pitti Immagine in circa 12.000 compratori: rispetto al giugno 2022 sono in crescita del 5% gli italiani e del 20% gli stranieri, arrivati a quota cinquemila provenienti da un’ottantina di Paesi (in testa Germania, Regno Unito e Olanda). Soddisfatto Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine: “L’affluenza premia l’impegno e la capacità di rinnovarsi mostrata dagli 825 espositori di questo Pitti Uomo e conferma un percorso di ripresa del salone, che sta gradualmente ritornando alle dimensioni pre-crisi. Lo confermano anche le iniziative ed eventi organizzati in città in questi giorni, che sono stati più di 110”.

I compratori orientali in lenta ripresa

Non è solo una questione di numeri, aggiunge Napoleone: “La qualità è alta, ci sono i migliori, motivati e intenzionati a far tornare i clienti nei loro negozi e department stores”. Si attendeva soprattutto il ritorno dei compratori orientali che non si sono visti molto in Fortezza, anche se Pitti Immagine ne segnala il ritorno: più di 650 tra Cina, Corea del Sud e Giappone, Hong Kong, Taiwan, Singapore, Thailandia, Vietnam, Indonesia. Nel giugno 2019, prima della pandemia, i compratori totali del Pitti Uomo erano stati 18.500 di cui 1.200 solo da Giappone (684), Cina (310) e Corea del Sud (197). Da allora il mondo è cambiato, e i flussi d’acquisto pure. “E’ una stagione da affrontare con coraggio – conclude il presidente di Pitti Immagine, Antonio De Matteis – tutti, a partire dal sottoscritto, sappiamo quanta strada ci sia ancora da fare”.

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Silvia Pieraccini

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