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22 luglio 2022

Ex Gkn ancora in mezzo al guado dopo un anno

Mancano ancora i nomi degli investitori e i dettagli del piano: ci sarà un nuovo tavolo. Borgomeo vede “passi in avanti”.

Leonardo Testai

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A poco più di un anno dall’annuncio di dismissione dello stabilimento di Campi Bisenzio da parte di Gkn (9 luglio 2021), il percorso di reindustrializzazione della fabbrica – una delle più importanti dell’area fiorentina nel settore della metalmeccanica – è ancora caratterizzato da incertezze.

E’ noto che la fabbrica, dove fino a un anno fa si producevano semiassi per l’automotive, sarà riconvertita alla produzione di motori elettrici per l’automazione industriale. Ma l’incontro promosso oggi, 22 luglio, dal ministero dello Sviluppo economico con le organizzazioni sindacali e con la nuova proprietà, ossia la Qf Spa dell’imprenditore Francesco Borgomeo, ha sostanzialmente rinviato a un tavolo tecnico tra Mise, Invitalia, Regione Toscana e Borgomeo la presentazione dei dettagli del piano, con la richiesta di una interlocuzione con i nuovi investitori.

Investitori ancora nell’ombra, il closing è vicino

Infatti nemmeno oggi, nell’incontro in videoconferenza del Mise, i nomi degli investitori per la ex Gkn sono stati resi noti: e la data del 31 luglio, fissata nelle scorse settimane per il closing dell’operazione che dovrebbe far ripartire la fabbrica di Campi Bisenzio, è vicinissima. Il meccanismo che sembra prendere forma è quello della creazione di un consorzio “non a scopo di lucro” al quale sarebbero associati gli investitori. Col timore dei sindacati che Qf diventi “una ‘società fabbrica’ funzionante di fatto come un contoterzista di assemblaggio e produzione rispetto a soggetti terzi, senza avere realmente possesso del know how e una finanziabilità chiara del progetto”.

Secondo Borgomeo, tuttavia, “oggi sono stati fatti passi in avanti”, anche se “rimane il nodo della Cassa integrazione su cui il ministero del Lavoro sta cercando una soluzione, in particolare sui mesi passati dove non abbiamo alcuna cassa autorizzata. Resta anche il nodo del timing per iniziare a far uscire i materiali per rendere la fabbrica pronta per la riconversione, ma sono fiducioso perché tutto possa risolversi per il meglio”.

“Troppa incertezza per valutare, vogliamo i dettagli”

Meno soddisfatti i sindacati. “L’attuale bozza di piano industriale – sostengono Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive Fiom-Cgil, e Stefano Angelini della Fiom-Cgil di Firenze e Rsu Fiom Qf – è una fotografia dall’alto ancora privo di dettagli e di possibilità di essere discusso e verificato dalle parti sociali”. Per il sindacato, “il grado di incertezza non si riferisce solo ai nomi degli investitori, che in teoria dovrebbero essere rivelati a breve, ma sulla struttura societaria di Qf, sulla linea di credito, sulle commesse e la loro ufficializzazione contrattuale”.

Anche secondo la Fim-Cisl “siamo ancora ad un livello troppo incerto per poter effettuare qualsiasi valutazione sul progetto e piano industriale”, sostengono il coordinatore nazionale Fim Cisl Stefano Boschini e Francesco Diazzi (Fim Cisl Toscana). “Chiediamo che con il termine della scadenza per il closing – affermano – venga presentato un piano industriale chiaro e dettagliato che espliciti: tempi, soggetti e modalità di attuazione e di poter effettuare una valutazione, in condivisione con le istituzioni nazionali e territoriali dello stesso”.

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Leonardo Testai

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