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Impresa

31 agosto 2022

Energia, le utility bloccano i nuovi contratti

Ai settori in allarme per l’aumento dei costi energetici si aggiunge l’agricoltura. Le aziende del gas chiedono fideiussioni.

Silvia Pieraccini

Aumentano, di giorno in giorno, i settori che anche in Toscana denunciano difficoltà nel continuare l’attività a causa degli incrementi eccezionali dei costi energetici: dal cartario al tessile, dalla chimica-farmaceutica alla siderurgia fino alla ristorazione e, da ultimo, l’agricoltura. “L’aumento dei costi energetici è fuori controllo – afferma il presidente del settore ortofrutticolo di Confagricoltura Toscana, Antonio Tonioni – Bisogna fare qualcosa subito, non aspettare le elezioni, perché le aziende sono in grave crisi, rischiano di non arrivare a fine settembre”.

Frutta e verdura devono essere conservate (nei frigo industriali)

Il comparto in maggior difficoltà è quello della conservazione: frutta e verdura vengono raccolti in questi giorni a una temperatura tra i 25 e 28 gradi; per essere conservati devono essere portati tra 0 e 1,5 gradi, attraverso l’utilizzo di frigoriferi industriali che assorbono parecchia energia: “Con questi aumenti non è possibile andare avanti”, sottolinea Tonioni proponendo di sganciare il prezzo dell’energia dalla quotazione del gas e di calmierare l’Iva che, con questi rincari, aumenta a dismisura.

Il tessile dopo l’allarme medita di limitare le attività

Misure “con efficacia immediata” per il settore tessile erano state chieste nei giorni scorsi alle istituzioni anche da Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca), che aveva ammonito: “Altrimenti non ci sarà più nulla da salvare”. L’ipotesi degli imprenditori tessili, almeno quelli della nobilitazione, è di circoscrivere l’attività aziendale utilizzando solo parte degli impianti per risparmiare energia. Sollecitata a Governo e enti locali anche l’incentivazione e la semplificazione delle procedure per le energie rinnovabili.

Nuovi contratti energetici in standby

Intanto da qualche giorno le multiutility e in genere le aziende fornitrici di gas stanno bloccando i nuovi contratti alle imprese, assicurando forniture solo ai clienti storici per l’impossibilità di prevedere l’andamento del prezzo del gas e degli approvvigionamenti. Proprio nel periodo in cui si ri-negoziano i contratti per il prossimo anno termico (che parte il 1 ottobre), dunque, le imprese si trovano di fronte a rifiuti o a richieste di fideiussioni per attivare i contratti.

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Silvia Pieraccini

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