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02 febbraio 2022

Ortofrutticola del Mugello, ecco il piano Italcanditi per Marradi

Tre nuove linee di produzione, e lavoratori rioccupati: l’azienda ha fretta, ma sindacati e Comune rimangono ancora perplessi.

Leonardo Testai

Un accordo commerciale su base quinquennale, rinnovabile per ulteriori cinque anni, con la cessione del ramo d’azienda di Marradi da parte di Italcanditi al gruppo De Feo. E’ questa la base del piano industriale per l’Ortofrutticola del Mugello che è stato presentato dall’azienda – controllata dal fondo InvestIndustrial – proprio insieme al gruppo De Feo, da cui aveva rilevato la fabbrica nel 2020. Un piano che ancora non convince i sindacati e il Comune di Marradi, che hanno annunciato per sabato 5 febbraio una manifestazione in città.

“Il marron glacé prodotto a Marradi costa troppo”

La decisione di spostare a Pedrengo (Bergamo) la produzione di marron glacé, e la riconversione della fabbrica del Mugelo a produzioni differenti partendo dalla stessa materia prima, secondo Italcanditi “risponde alla necessità di contrastare il drammatico aumento dei costi alla base della produzione di marron glacé realizzati a Marradi che mina la competitività del prezzo del prodotto in scatola; prezzo che rappresenta l’elemento pregiudiziale per accedere ai mercati di riferimento, i supermercati”.

Sono tre le produzioni previste nel nuovo piano Italcanditi per Marradi: cottura e canditura di marroni ai fini della produzione di marroni allo sciroppo in latte da 6kg, da vendere a laboratori e pasticcerie per la realizzazione di marron glacé artigianali di alta gamma, con Italcanditi che si impegnerà con un accordo quinquennale di fornitura ad acquistare un quantitativo minimo di marroni, in forte incremento rispetto alla storia; confezionamento in retinato di castagne e marroni freschi; produzione di marroncini pelati cotti e confezionati in buste.

Un milione per riconvertire la fabbrica

La riconversione dello stabilimento, afferma l’azienda, “avverrà attraverso un investimento da parte del gruppo De Feo, e con il contributo di Italcanditi, di oltre 1 milione di euro che avrà come capitoli principali: l’acquisto di nuovi macchinari per le nuove lavorazioni e la manutenzione straordinaria dello stabilimento. Il piano industriale proposto permetterà all’impianto di Marradi di passare da un quantitativo di marroni e castagne lavorati di 270 tonnellate all’anno (monoprodotto) a oltre 500 tonnellate (tre prodotti) con l’obiettivo di raggiungere le 700 tonnellate nel 2026.

Le nuove linee di produzione, e il potenziamento della linea per i marroni in sciroppo (che vedrà una produzione più che raddoppiata) garantiranno “il medesimo livello di occupazione delle attuali 64 lavoratrici stagionali – spiega Italcanditi -, i medesimi livelli di approvvigionamento di marroni dal territorio di Marradi, e creerà una filiera del prodotto fresco a km 0”. E’ inoltre previsto, contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente, l’impiego di tutti i dipendenti a tempo indeterminato presso lo stabilimento di Marradi.

Italcanditi ha fretta: il via entro l’inizio di marzo

Secondo Italcanditi e il gruppo De Feo, per poter garantire i medesimi livelli occupazionali delle lavoratrici stagionali e di approvvigionamento di marroni di Marradi “le lavorazioni dovranno partire entro l’inizio di marzo, e quindi l’approvazione del piano industriale non può subire ulteriori dilazioni temporali che ne causerebbero il suo annullamento”.

Tuttavia i sindacati esprimono perplessità: “Mancano totalmente le analisi di mercato sul marrone candito – osservano Flai Cgil Firenze e Fai Cisl Firenze-Prato -, prima tra le tre linee di nuova produzione, mentre i dati di mercato delle altre due linee sono dati provenienti dall’esperienza dei due imprenditori e non da studi economici di settore”. I sindacati dunque si dicono “non disponibili a fare alcun atto di fede nei confronti di due soggetti di cui uno ha venduto la fabbrica appena 18 mesi fa, l’altro la voleva chiudere a fine 2021, e oggi la ricede al soggetto precedente”.

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Leonardo Testai

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