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01 aprile 2022

Dopo un buon 2021 Monnalisa teme la guerra

L’area interessata dal conflitto e dalle sanzioni (Russia, Ucraina e Bielorussia) ha un’incidenza di circa il 13% sui ricavi.

Anno 2021 di ripresa per Monnalisa, ma sul 2022 pesano le ombre della guerra in Ucraina. Tensioni che “hanno introdotto un ulteriore elemento di difficoltà a livello macroeconomico e nello specifico, nella prosecuzione del processo di crescita e consolidamento del fatturato e del presidio internazionale del gruppo”. L’area interessata dal conflitto e dalle sanzioni (Russia, Ucraina e Bielorussia) nel 2021 ha avuto un’incidenza di circa il 13% sui ricavi netti consolidati dell’azienda dell’abbigliamento per bambini.

Il fatturato si avvicina ai livelli pre-Covid

Ricavi che, dopo i 33,6 milioni di euro del 2020, sono tornati a quota 43,6 milioni, di cui il 63% all’estero: una cifra più vicina, ma non ancora pari, ai livelli pre-Covid (47,9 milioni nel 2019). Nel 2021 è anche tornato in positivo l’Ebitda, pari a 0,2 milioni di euro, con una crescita di 6,7 milioni rispetto al 2020 e di 3,2 milioni sul 2019. Anche il risultato netto adjusted è pari a 0,2 milioni, in miglioramento anche rispetto al 2019.

Monnalisa ha deciso di mantenere gli ordini dei clienti ucraini per la stagione autunno-inverno 2022. Per quanto concerne, invece, il mercato russo, “abbiamo completato le spedizioni della collezione primavera-estate 2022 – spiega l’azienda – e, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, ci sono stati anche alcuni riassortimenti; la campagna vendite autunno-inverno è proseguita, con risultati in leggera crescita rispetto alla medesima stagione dello scorso anno. Stiamo infine valutando la possibilità di attuare alcuni cambiamenti per riattivare anche le vendite online operando direttamente dalla Russia, con la merce già disponibile in quel Paese”.

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