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21 febbraio 2024

Crollo a Firenze, ottomila in piazza per chiedere più sicurezza

Il governo studia un giro di vite su appalti e lavoro nero, ma i sindacati chiedono un vero confronto. Cantiere sotto sequestro.

Leonardo Testai

Ottomila partecipanti, con tanti garofani bianchi, al presidio di Firenze nei pressi del cantiere di via Mariti dove il 16 febbraio scorso sono morti 5 operai per il crollo di strutture in cemento. L’iniziativa, che ha visto gli interventi dei leader nazionali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, ha raccolto manifestanti da varie aree della Toscana: il numero sarebbe potuto essere più alto, sostengono gli organizzatori, se alcuni pullman provenienti dall’empolese non fossero rimasti bloccati sulla Sgc Firenze-Pisa-Livorno per un incidente.

“Quello che è successo a Firenze – ha affermato Bombardieri – dimostra che è necessario intervenire prima con la formazione e la prevenzione, durante con le ispezioni e dopo inasprendo le pene provando a inserire nel nostro ordinamento la previsione dell’omicidio per violazione delle norme sul lavoro. Bisogna accettare le proposte che il sindacato avanza da molto tempo, facendo saltare questa logica degli appalti al massimo ribasso, della mancanza dei controlli e dei subappalti a cascata”.

Proposte che trovano una sponda politica nel segretario regionale del Pd Emiliano Fossi, che propone una “Carta di Firenze”, ossia “un patto tra istituzioni, enti locali, imprese e sindacati nel settore degli appalti pubblici e privati, sulla linea dell’accordo siglato dal Comuni di Roma per i lavori del Giubileo, per eliminare la logica del massimo ribasso, del subappalto senza controlli, e per promuovere formazione e prevenzione”.

Il governo studia un giro di vite

Ma è il governo che si sta muovendo con decisione, in questa fase: fra le misure allo studio, secondo quanto emerso in giornata, l’interdizione dagli appalti da due a cinque anni in caso di gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro o di accertata responsabilità penale per reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro; l’inasprimento delle attuali sanzioni amministrative in materia di lavoro nero e irregolare; la ripenalizzazione delle sanzioni in materia di appalto, subappalto e somministrazione illecita; una norma di coordinamento delle Procure sulle attività di indagini per i reati in materia di lavoro e di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

“Siamo convocati lunedì mattina? Bene, si apra una trattativa, non sia il solito film dove ci tengono mezz’ora a Palazzo Chigi per poi fare quello che vogliono”, ribatte Landini, mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio si dice contrario all’introduzione del reato di omicidio sul lavoro. “Con l’esperienza dell’omicidio stradale, che ha aumentato a dismisura la pena, gli incidenti non sono diminuiti ma aumentati”, ha detto, in un question time alla Camera. “A luglio 2023 avete introdotto l’omicidio nautico – gli ha replicato Bombardieri da Firenze – e non volete introdurre l’omicidio sul lavoro? Ma che coscienza avete?”.

Continuano le indagini, per ora senza indagati

Sul fronte dell’inchiesta sull’incidente, la polizia giudiziaria sta consegnando i primi atti ai pm di Firenze, ma al momento pare ancora prematuro individuare eventuali indagati. Continua da parte della polizia l’acquisizione di documenti presso alcune ditte, come i contratti e anche carte di carattere tecnico, relativi alle modalità e ai criteri delle lavorazioni effettuate. La Asl di Firenze, su delega della procura della Repubblica, ha posto i sigilli di sequestro dell’intero perimetro dell’area occupata dal cantiere.

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Leonardo Testai

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