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14 febbraio 2022

Confindustria Firenze: “Non bloccate l’eolico in Mugello”

Bigazzi: “Le imprese e i cittadini toscani hanno bisogno anche degli impianti eolici, ora l’energia costa troppo”.

L’impianto eolico denominato Monte Giogo di Villore, in Mugello, si deve fare: “I ‘non nel mio giardino’ non tengano in ostaggio la collettività”, tuona Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Firenze e Confindustria Toscana, che si schiera senza indugio per la realizzazione delle sette pale eoliche, con altezza massima pari a 99 metri dalla base e potenza complessiva pari a 29,6 MW, principalmente nel territorio dei comuni di Vicchio e Dicomano.

E’ l’impianto per il quale la Regione Toscana ha dato via libera nei giorni scorsi al provvedimento autorizzatorio unico: a regime genererà almeno 80 milioni di Kwh annui, e secondo la Regione consentirà di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di circa 100.000 persone – a fronte dei 64mila abitanti del Mugello – riducendo le emissioni di Co2 di circa 40.000 tonnellate l’anno. Tuttavia la Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio di Firenze, le Province di Prato e Pistoia e il Comune di San Godenzo, se vorranno far seguito al dissenso espresso in Conferenza dei servizi, potranno presentare opposizione alla delibera nei 10 giorni dalla notifica, in tal caso la decisione finale sarà rimessa al Presidente del Consiglio dei Ministri.

“Le imprese ne hanno bisogno per essere competitive”

“Le imprese e i cittadini toscani hanno bisogno anche degli impianti eolici, perché oggi il caro energia ha travolto le imprese, ma a pagare sarà tutta la collettività”, afferma Bigazzi, secondo cui “in passato, la mancanza di visione industriale di lungo periodo ha portato il nostro Paese a dire no al nucleare, ad additare il fotovoltaico quale deturpatore di paesaggi, a demonizzare i biogas, l’eolico e a non sfruttare l’enorme potenziale che ha la Toscana sulla geotermia, mettendoci oggi in grave difficoltà. Le conseguenze le stanno pagano le imprese che stanno attuando fermi produzione perché l’energia costa troppo, ma le ricadute sono importanti anche per le famiglie”.

Dunque, conclude il presidente di Confindustria Toscana, “l’intervento in alto Mugello è uno di quegli investimenti che va nella direzione di quella transizione green che l’Europa ci chiede e che le nostre imprese sono convinte a perseguire. Bloccare questi impianti significa di fatto rinunciare a competere con le altre economie proprio sul tema della riconversione verde”.

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