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20 ottobre 2022

Comunità energetiche, 20 milioni dalla Regione per il via

In attesa che il nuovo governo sblocchi i decreti attuativi, gli enti locali toscani si muovono dialogando con le imprese.

Leonardo Testai

Da Montevarchi a Calenzano, da Vicchio a Barberino Tavarnelle, da Collesalvetti a Montemurlo, in Toscana ci si muove per la creazione di comunità energetiche rinnovabili, come strategia di lungo periodo ancor più che come risposta al boom dei costi dell’energia per imprese, famiglie, e pubblica amministrazione. In attesa che il nuovo governo sblocchi i decreti attuativi del dlgs 199/2021, la Regione Toscana sta per stanziare 20 milioni per favorire l’attivazione di comunità energetiche.

“Quella delle comunità energetiche è una partita importante – ha affermato Simone Gheri, direttore di Anci Toscana, nel corso di T24 Live – però il governo deve sbloccare i decreti attuativi, perché altrimenti le comunità energetiche non si fanno. Nel Pnrr i soldi per le comunità energetiche sono prestiti, non sono Cash, e sono solo per i comuni sotto i 5mila abitanti, mentre invece dovrebbero essere per tutti. Meno male che in questo senso qui la Regione ha messo invece soldi cash, sul futuro Por-Fesr: dal 2023 ci saranno risorse per fare comunità energetiche, perché quella è una partita importante è strategica”.

Cosa sono le comunità energetiche

Col termine comunità energetica rinnovabile si intende un’associazione tra cittadini, pubbliche amministrazioni locali, Pmi, che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili. Già in virtù del Milleproroghe 2019 le comunità energetiche in Italia possono ottenere un beneficio tariffario per 20 anni gestito dal Gse (Gestore Servizi Energetici), con un corrispettivo unitario e una tariffa premio pari a 110 euro/MWh.

Non mancano gli incentivi. Per le imprese, la realizzazione di un impianto fotovoltaico dà la possibilità di sfruttare il credito di imposta maggiorato al 6%, con un limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro. I privati che realizzano un impianto fotovoltaico possono detrarre dall’Irpef, in 10 anni con rate annuali di uguale importo, il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2024, fino ad un massimo di 96mila euro. Rappresenta un ulteriore incentivo anche la non applicazione dell’Iva, sia sull’eventuale ammontare della tariffa premio che sul ristoro di alcune componenti tariffarie non dovute.

Le prime esperienze in Toscana

Per costituire la sua comunità energetica, ad esempio, il Comune di Montevarchi ha individuato immobili di proprietà comunale – edifici istituzionali o scolastici – e attraverso un partenariato pubblico privato realizzerà 23 impianti fotovoltaici (potenza complessiva 1.099,00 Mwp), in grado di produrre 1.385 MWh all’anno. Secondo le stime del Comune, potranno beneficiare della nuova energia prodotta da 350 fino a 3.000 utenti appena completata la prima fase d’implementazione.

La realizzazione dell’impianto sarà a carico del concessionario, con la formula del project financing (durata 20 anni). L’energia che sarà prodotta sarà il ritorno economico dell’aggiudicatario, ma si prevede un risparmio energetico per l’ente di circa il 15%. La quota di energia prodotta e non consumata, sarà a disposizione della comunità energetica rinnovabile, che sarà costituita attraverso una società consortile. “Le aziende del territorio potranno beneficiare di energia pulita e a un costo accessibile”, osserva il responsabile dell’area Valdarno di Confartigianato Arezzo, Giacomo Magi: l’associazione ha promosso un convegno sul tema, prima iniziativa di promozione della comunità energetica, invitando imprese e cittadini.

La giunta comunale di Calenzano ha a sua volta approvato un atto di indirizzo in questo senso: l’atto sarà comunicato alla Regione Toscana e alla società regionale Arrr Spa per attivare forme di collaborazione e scambio di informazioni, anche sotto forma di consulenza energetica. Sarà anche valutata un’eventuale procedura per individuare uno o più soggetti privati opportunamente qualificati, sia sul piano tecnico-operativo che economico-finanziario, in grado di promuovere, organizzare, costituire comunità energetiche e realizzare impianti di produzione di energia rinnovabile.

La Regione si muove, e nasce un tavolo sull’energia

“Abbiamo costituito un gruppo di lavoro con tecnici dell’Arrr e del Dipartimento energia – spiega Monia Monni, assessora regionale all’economia circolare – e stiamo girando tutti i Comuni toscani parlando con tutti i soggetti che possono essere interessati a fare parte della comunità energetica, dalle amministrazioni alle associazioni sportive alle parrocchie, per mettere a disposizione le nostre competenze”.

La Regione si muove anche in senso più ampio: raccogliendo le sollecitazioni delle associazioni di categoria, il presidente Eugenio Giani ha annunciato la nascita di un tavolo sull’energia. “La specificità di questo tavolo, a cui io chiamerò anche organismi tecnici in modo da impostare una strategia generale, sarà di discuter cose che possiamo fare, provvedimenti, anche modifiche legislative, e per le energie rinnovabili si va in questa direzione in Regione. Ma anche per sollecitare prontamente il governo alle risorse necessarie che, come il Covid con i ristori, possano dare una possibilità di ossigeno alle imprese”.

Nardella propone le comunità anche alle grandi imprese

Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha lanciato a sua volta la proposta di una comunità energetica per ogni comune dell’area metropolitana. Una proposta lanciata in occasione del consiglio delle grandi aziende, lunedì 17 ottobre. “La proposta delle comunità energetiche – ha affermato Nardella, tornando sull’argomento a margine di un convegno oggi a Firenze – ha raccolto una risposta entusiastica sia da parte delle imprese che da parte dei Comuni, oltre ogni aspettativa. Vuol dire che questo tema del caro bollette ci sta facendo comprendere che non basta una pezza, non basta un decreto per andare avanti un paio di mesi: ci vogliono misure strutturali”.

Nardella ha spiegato che “utilizzeremo il nostro piano di 40 milioni di euro per gli impianti fotovoltaici sulle scuole, sia per il Comune che per la Città metropolitana di Firenze, per lanciare queste comunità energetiche”. Con l’energia prodotta in questo modo, secondo Nardella, “abbattiamo il costo, ci aiutiamo a vicenda, istituzioni pubbliche ed aziende: le aziende con gli impianti sui loro tetti e noi con gli impianti sui tetti delle nostre scuole. In più diamo una mano anche alle famiglie”.

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Leonardo Testai

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