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Impresa

01 agosto 2022

Come le aziende trattengono i propri talenti

Nell’indagine annuale sul lavoro di Confindustria Firenze tutti i dati sulle strategie messe in campo dalle imprese per attrarre e motivare i propri collaboratori.

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contributo di Emilia Chiani, del Centro Studi di Confindustria Firenze

La sola leva economica non basta più! Per attrarre, motivare e trattenere i migliori collaboratori le imprese devono mettere in pratica strategie più efficaci di HR management.
I mass media parlano di “Great resignation”, ma in realtà il termine è stato coniato da Anthony Klotz, professore di management alla Mays Business School della Texas A&M University, che voleva inizialmente descrivere il licenziamento volontario di oltre 47 milioni di Americani, nell’arco del 2021, legato al periodo pandemico. Attualmente, però, questa terminologia viene utilizzata anche più genericamente per giustificare il malessere dei lavoratori in crescente ricerca di nuovi stimoli e opportunità.

Gli effetti della pandemia

La pandemia ha inciso profondamente sulle priorità personali tanto che la necessità di conciliazione vita-lavoro diventa sempre più una componente determinate nelle scelte lavorative. È certo che, nell’attuale mercato del lavoro, la sola leva economica non sia più sufficiente per garantirsi i migliori collaboratori possibili e per trattenerli. Vi sono altri strumenti strategici che le imprese possono e devono sfruttare per rimanere competitive ed evitare la perdita di talenti e conseguentemente di competitività. Il focus annuale dell’indagine sul lavoro di Confindustria Firenze ha monitorato quali siano le strategie utilizzate dalle aziende per conseguire gli obiettivi di: motivare, attrarre e trattenere il proprio personale. In un elenco di 30 leve le più utilizzate dalle 800 aziende aderenti all’iniziativa sono: la formazione continua, la comunicazione trasparente, la solidità economico-finanziaria, e la gestione del lavoro in team e per obiettivi. Infine, l’opportunità di smart working, garantita da un posto di lavoro dinamico e altamente digitalizzato.

Diffusione delle leve di HR management (% di aziende sul totale delle rispondenti)

Raggruppando le 30 leve utilizzabili in 6 categorie, così come indicato nella legenda del grafico, la più diffusa risulta essere Organizzazione/dinamismo/innovazione, seguita da Identità/valori/sostenibilità e la categoria Sviluppo. Tuttavia, non sempre le categorie più diffuse e utilizzate coincidono con quelle ritenute più strategiche per conseguire gli obiettivi di attrare, motivare e trattenere. Ad esempio, per l’obiettivo “motivare” è necessario che le aziende investano maggiormente in Benefit/Welfare/Wellbeing, categoria tra le meno utilizzate ma ritenuta la più importante per il raggiungimento di questo obiettivo, così come le leve di premialità e ascolto/comunicazione. Allo stesso modo, per “trattenere”, le leve della categoria Sviluppo risultano ancora poco utilizzate, quelle relative alla valutazione della performance e alla leadership. Viceversa, per l’obiettivo “attrarre” le aziende stanno sfruttando effettivamente le leve ritenute più strategiche.

I cambiamenti che stanno attuando le imprese

Indubbiamente, le aziende stanno apportando importanti e necessari cambiamenti alle proprie organizzazioni al fine di adeguarsi a un mondo del lavoro che è sempre in continuo mutamento e le cui dinamiche non sono ancora del tutto prevedibili. Ma sapranno le aziende interpretare e anticipare le nuove esigenze dei lavoratori?
Confindustria Firenze condurrà, nel mese di Ottobre, la medesima indagine anche a un bacino di lavoratori riuscendo così a matchare le effettive esigenze dei lavoratori con quelle percepite dalle aziende. Ed allora avremo la risposta alla nostra domanda.

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