27 maggio 2024

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
menu
cerca
Cerca
Territorio

13 maggio 2024

Coldiretti: Firenze, Siena e Pistoia regine dell’export agroalimentare

Le tre province, stando alle rilevazioni di Coldiretti, contribuiscono da sole al 60% del valore di tutte le esportazioni agroalimentari toscane.

La prima è Firenze (900 milioni), seguono Siena (667 milioni) e Pistoia (584 milioni). Sono loro le regine dell’export a tavola per la Toscana e, stando alle rilevazioni di Coldiretti, contribuiscono da sole al 60% del valore di tutte le esportazioni agroalimentari. Il loro è stato un apporto fondamentale al record di prodotti all’estero che nel 2023 hanno sfiorato i 3,5 miliardi di euro di valore con un balzo del 5% rispetto all’anno prima. Ai piedi del podio si posizionano al quarto posto Lucca (358 milioni) mentre al quinto troviamo Arezzo (282 milioni). Poi tutte le altre: Livorno (246 milioni), Grosseto (230 milioni), Pisa (169 milioni), Prato (27 milioni) e Massa Carrara (3,5 milioni).

Agroalimentare locomotiva importante per la Toscana

Coldiretti Toscana ha stilato la classifica delle regioni a maggiore vocazione di esportazioni sulla base dell’analisi dei dati Istat del 2023. “L’agroalimentare è una locomotiva sempre più importante dell’economia toscana, un settore strategico dal punto di vista dell’occupazione tra addetti diretti ed indiretti. – spiega Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana –. La crescita delle esportazioni è diffusa e costante sul territorio a conferma della straordinaria richiesta dei prodotti Made in Tuscany sui mercati internazionali che sono associati dai consumatori di tutto il mondo alla qualità, alla sicurezza alimentare, alla tracciabilità e alla trasparenza. Questa crescita va però sostenuta rafforzando l’agricoltura e difendendo i cittadini consumatori dall’inganno. Il rischio senza un’adeguata trasparenza è di portare sulle tavole prodotti “italianizzati” ma non italiani perché realizzati dalle lavorazioni di materie prime straniere. Ma vanno anche potenziati i controlli nei confronti dei prodotti che arrivano dai paesi extra Ue spesso realizzati sfruttando la manodopera o utilizzando tecniche di produzione e fitosanitari da noi vietati che fanno crollare i prezzi dei prodotti agricoli nazionali”.  

Il vino è il prodotto regionale più richiesto

Malgrado la prolungata instabilità geopolitica che influisce sui mercati e l’inflazione strisciante che continua a farsi sentire sui conti delle famiglie, l’agroalimentare Made in Tuscany ha continuato a marciare. Nell’anno appena concluso il valore di vino, olio, piante, ortaggi, frutta, pasta e di tutti gli altri prodotti del paniere è cresciuto ulteriormente. Il vino è il prodotto regionale più richiesto con quasi 1,2 miliardi di euro (-4%) insieme all’olio e derivati con 996 milioni di euro (+16,6%) e al settore del vivaismo con 375 milioni di euro (-0,5%).

Il primato del Made in Tuscany all’estero è trainato da un’agricoltura tra le più green d’Europa con il 34% delle superfici biologiche e quasi 10 mila operatori impegnati, 467 specialità alimentari tradizionali e 90 filiere del cibo e del vino Dop e IGP sostenute dal progetto di Campagna Amica, la dalla più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori.  (redgs)

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Territorio

27 maggio 2024

Elezioni fiorentine, ecco il manifesto degli ingegneri

Leggi tutto
Territorio

23 maggio 2024

Immobiliare: Engel&Völkers amplia sede a Firenze (ma il problema è trovare case da vendere)

Leggi tutto
Territorio

23 maggio 2024

Fabbrica Europa, Confindustria chiede ai candidati di sostenere l’industria

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci