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Impresa

13 gennaio 2023

Caro-carburanti, trasportatori-equilibristi per tenersi stretti i clienti

Le aziende di logistica sono in una situazione delicata: il rischio è di ridurre fortemente i margini per non perdere le commesse.

Silvia Pieraccini

L’aumento del prezzo del carburante, che tante polemiche sta sollevando in questi giorni, incide sulla spesa delle famiglie e, ancor più, sui conti delle aziende di autotrasporti, linfa dell’economia e in particolare della manifattura, alle prese con una difficile azione da equilibristi: da una parte avrebbero la necessità di riversare gli aumenti dei prezzi dei carburanti sui clienti, dall’altra non possono correre il rischio di perdere quei clienti a causa dell’aumento delle tariffe applicate.

Situazione difficile da gestire

“Siamo tra l’incudine e il martello”, sintetizza il toscano Andrea Vezzosi, che fa parte del direttivo nazionale di Anita-Confindustria (l’associazione imprese trasporti automobilistici). “Noi cerchiamo di fare contratti di trasporto in cui la tariffa è agganciata all’andamento del prezzo del carburante – spiega Vezzosi – ma questo non sempre è possibile e così, in una fase complicata come l’attuale, dobbiamo stare molto attenti all’applicazione degli aumenti per non perdere i clienti. E’ una situazione difficile da gestire”.

La domanda di trasporto in arrivo dall’industria è stagnante

La difficoltà, aggiunge Vezzosi, è amplificata dal fatto che la domanda di trasporto in arrivo dall’industria in questo momento è stagnante: “E questo significa che qualche volta bisogna ridurre i nostri margini al minimo, altrimenti rischiamo di perdere il lavoro”. L’associazione Anita sta cercando di fare “un’azione di sensibilizzazione verso i clienti”, per far capire che gli aumenti delle tariffe di trasporto sono l’effetto dell’aumento del prezzo dei carburanti, ma non è facile.

Le conseguenze finali sono sui consumatori

L’aumento dei costi di benzina e gasolio – in un Paese come l’Italia in cui più dell’80% delle merci viaggia su strada – è destinato a incidere, inevitabilmente, sull’aumento del prezzo dei beni, e dunque sulla spesa delle famiglie, come già si sta vedendo. L’allarme è scattato soprattutto per la spesa alimentare, dove i costi della logistica (secondo Coldiretti) arrivano a incidere quasi un terzo dei costi totali di frutta e verdura. E spingono un’inflazione che sta già pesando non poco sul portafoglio delle famiglie.

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Silvia Pieraccini

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