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10 marzo 2023

Burchi (Unicredit): “L’economia toscana ha retto e reggerà”

Il direttore dell’area CentroNord non vede particolari segnali di deterioramento nelle imprese. Spinta al credito green e di filiera.

Silvia Pieraccini

Andrea Burchi, 59 anni, pisano, direttore regionale CentroNord di Unicredit

La fase post-pandemia, caratterizzata dal rialzo dei tassi di interesse e dalle tensioni geopolitiche, non fa temere per la tenuta dell’economia toscana Andrea Burchi, 59 anni, pisano, dal 2017 direttore regionale CentroNord del gruppo bancario Unicredit, la (grande) divisione che comprende Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche. In un’intervista pubblicata sul Sole 24 Ore Centro di oggi, 10 marzo, Burchi descrive un quadro di assoluta tenuta: “Non siamo preoccupati: quest’area ha retto e reggerà. Non ci sono particolari segnali di deterioramento degli asset e il rischio default non sta aumentando”.

Erogazioni per 1,1 miliardi nel 2022

In Toscana Unicredit conta 100 filiali, 723 dipendenti, 216mila clienti tra famiglie e imprese e 11,6 miliardi di asset finanziari totali (tra raccolta, risparmio amministrato e risparmio gestito). Nel 2022 il nuovo credito erogato nella regione è stato pari a 1,1 miliardi, di cui 650 milioni alle imprese. “Nella fase post-Covid le imprese ci hanno dato soddisfazioni – spiega Burchi – anche se con declinazioni diverse tra le varie aree. Ma in generale il costo del rischio nel 2022 è risultato molto basso, e anche il numero di moratorie richieste è bassissimo”.

Nessun segnale di allarme (per ora) nel 2023

Il 2023 è partito senza segnali di allarme. “Anche in gennaio e febbraio non vedo tensioni nelle imprese – aggiunge Burchi -. Qualche tensione la avvertiamo sulle famiglie e sulle microimprese (quelle fino a 1 milione di fatturato, ndr), in particolare nel commercio, ristorazione, partite Iva. Ma dopo il 2022, che è stato un anno euforico, prevediamo un altro anno positivo, anche se potremmo definirlo “di transizione” a causa degli eventi geopolitici. In ogni caso l’economia è uscita dalla pandemia”. Sulla ripartenza degli investimenti dopo la ‘gelata’ legata al Covid il manager è prudente: “D’ora in poi ci sarà un maggior utilizzo del credito a breve termine – afferma – e la richiesta di credito a medio sarà legata a investimenti “veri” e selettivi”.

Occhi puntati sul credito di filiera

Se il credito ‘green’, caratterizzato da tassi legati a obiettivi di sostenibilità (i criteri Esg), è destinato a crescere, Unicredit continuerà a puntare anche sul credito di filiera: “In Toscana finora ha funzionato soprattutto nella nautica e nel vino – spiega Burchi -. La riorganizzazione in atto nelle filiere valorizzerà questo strumento potentissimo che fa bene a tutti: la banca ha i flussi finanziari, il piccolo operatore riceve credito a buone condizioni, il capofiliera si tiene stretto i fornitori”. Infine le sponsorizzazioni, che negli ultimi tempi Unicredit ha intensificato in particolare in Toscana col sostegno alle fiere di Pitti Immagine per tre anni, fino a fine 2023, e il torneo di tennis Atp250 di Firenze: “Le sponsorizzazioni servono a dare un segno di presenza e di supporto, funzionale ai prodotti che vogliamo offrire”, conclude Burchi.

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Silvia Pieraccini

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