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Impresa

23 maggio 2022

Buoni carburante come welfare aziendale

Previsti per i dipendenti del settore privato, si affiancano al welfare aziendale. Della misura prevista per il 2022, ne parla nel suo intervento l’avvocato Claudia Del Re.

contributo dell’avvocato Claudia Del Re dello Studio Legale Del Re

Da oltre una decina di anni un numero sempre più consistente di imprenditori ha stipulato accordi con le organizzazioni sindacali in materia di welfare aziendale. Ne è stata influenzata tutta l’organizzazione del lavoro indirizzando in maniera nuova le relazioni industriali.

La legislazione ha fatto la sua parte con una vera spinta al welfare. Lo ha fatto la Legge di Stabilità 2016 (L.208/2015) e, a seguire, la Legge di Stabilità 2017 (L.232/2016) così da favorire una crescita dei benefici e del numero dei beneficiari mediante la previsione della detassazione dei premi di risultato e ampliando le ipotesi di misure di welfare aziendale. Il welfare è divenuto sempre più una parte sostanziale del rapporto di lavoro in anni in cui, a fronte di risorse indebolite per quanto riguarda i servizi erogati dal pubblico, vi è stato un sensibile accrescimento dei bisogni delle persone.

Il welfare ha certamente trovato terreno di più facile applicazione nelle grandi imprese e nelle multinazionali, mentre per le piccole e medie imprese hanno dovuto fare i conti con minori disponibilità di risorse finanziarie, gestionali e organizzative capaci di potere allestire un sistema di welfare aziendale. Vero è che in alcune realtà territoriali più dinamiche le associazioni imprenditoriali con le organizzazioni sindacali hanno elaborato pacchetti di welfare adatti alle piccole-medie imprese.

Ai sensi dell’art. 1, comma 184, della Legge 208/2015, vi è la possibilità di convertire in tutto o in parte i premi aziendali previsti dai contratti collettivi ed erogati in base a parametri di “produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione” con applicazione di aliquota fiscale agevolata (10%), in misure di welfare aziendale, a condizione che tale possibilità sia previsto dal contratto collettivo aziendale o territoriale e a fronte di specifica richiesta formulata dal lavoratore. Il valore del premio convertito è escluso dal reddito da lavoro dipendente.

Il Decreto Legge 21/2022 (c.d. Decreto Ucraina) su “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”, introdotto per contenere i costi a carico di famiglie e imprese a seguito dell’innalzamento dei prezzi di carburante, energia elettrica e gas, all’art. 2 prevede anche la possibilità per i datori di lavoro di riconoscere al personale dipendente un sostegno per l’acquisto del carburante (c.d. bonus carburante). La misura, prevista solo per l’anno 2022, riguarda i datori di lavoro del settore privato che possono riconoscere ai loro dipendenti buoni carburante per un valore sino a 200 euro, importo che non contribuisce a formare reddito di lavoro dipendente e quindi, è esente da imposizione fiscale e contributiva. Vantaggi economici che si accompagnano nell’applicazione più genuina e lungimirante del welfare ad un impegno di responsabilità sociale dell’impresa.

L’avvocato Claudia Del Re è professore a contratto in Gestione della Brevettazione e della Proprietà Intellettuale presso Università degli Studi di Firenze e avvocato dello Studio Legale Del Re.

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