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Innovazione

27 ottobre 2023

Biostampante in 3D per creare tessuti umani impiantabili

Permetterà di studiare campioni di tessuti complessi e multicellulari ricreati da cellule di pazienti.

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La stampante in 3D Electrospider

SolidWorld Group S.p.A., azienda con sedi in Toscana (a Barberino Tavarnelle) e in Veneto (a Treviso), è leader nel settore delle tecnologie digitali, della stampa 3D industriale e dei sistemi di costruzione di pannelli fotovoltaici. Ha presentato in anteprima globale “Electrospider”, la prima biostampante 3D in grado di replicare tessuti cellulari umani. L’obiettivo finale di Electrospider è quello di arrivare a ricreare le complesse strutture di interi organi impiantabilI. Permetterà infatti di studiare campioni di tessuti complessi e multicellulari ricreati da cellule di pazienti, consentendo così lo svolgimento di test senza effettuare prove dirette sul paziente.  

«Siamo entusiasti ed orgogliosi di introdurre Electrospider nel settore medico italiano. Questa innovativa tecnologia rappresenta un importante passo in avanti nella riproduzione di tessuti umani e nei test clinici – sottolinea Roberto Rizzo, presidente di Solidworld Group S.p.A. – Siamo dunque impazienti di vedere come l’innovazione di Electrospider contribuirà a migliorare la ricerca medica e la qualità della vita dei pazienti. È sicuramente un passo importante nella medicina rigenerativa e nella biofabbricazione, che combina la più avanzata tecnologia 3D di generazione del digital twin di un tessuto o organo complesso».

Electrospider, dalle cellule del paziente ricrea parti di tessuto e costrutti cellulari

Completamente sviluppata in Italia, in quanto progettata e realizzata da Bio3DPrinting – business unit medicale controllata da SolidWorld Group S.p.A. – Electrospider, partendo dalle cellule del paziente, è l’unica soluzione al mondo in grado di ricreare parti di tessuto e costrutti cellulari alla base di strutture organiche, rappresentando l’innovazione perfetta per supportare la ricerca cosmetica e farmacologica, la ricerca nel campo oncologico, dei vaccini e delle cure per malattie genetiche, nonché le pratiche pre-operatorie di chirurgia ricostruttiva.

Tutto è nato a Pisa al dipartimento di ingegneria

L’idea progettuale della macchina nasce da Giovanni Vozzi, ordinario di bioingegneria elettronica e informatica sia al dipartimento di Ingegneria dell’Informazione che al Centro di ricerca E. Piaggio dell’Università di Pisa, che ne ha brevettato il sistema su scala mondiale prima che venisse acquistato da Bio3DPrinting. L’azienda controllata da SolidWorld Group S.p.A. ha quindi poi assunto il ruolo di spin-off all’interno dell’Università di Pisa realizzando il primo modello di biostampante 3D poi presentato con il nome di Electrospider al Congresso di Biofabbricazione di Montecatini nel 2022.

La stampante è in grado di riprodurre tessuto umano “vivo”

Oggi, grazie al suo sistema di estrusione dalla naturale forma ad aracnide dal quale ne deriva il nome, la macchina è in grado di rilasciare materiale organico sul piano di stampa riproducendo lo stesso flusso di lavoro di una comune stampante 3D. Strato dopo strato la biostampante riproduce porzioni di tessuto umano “vivo”, sviluppato da cellule coltivate in vitro ed estratte direttamente dal paziente sottoposto a intervento o da soggetti donatori. Tale operazione riduce i tempi di attesa per il materiale impiantabile, nonché i rischi connessi a rigetto, consentendo l’analisi approfondita dei campioni così raccolti per studi e ricerche in vari settori. (redgs)

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