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26 ottobre 2022

Bigazzi: “Se non scendono i costi energetici, l’industria toscana morirà”

Il presidente di Confindustria Toscana chiede aiuto alla politica nazionale e regionale: ecco tutti i rischi della manifattura.

Silvia Pieraccini

Il roadshow di Cdp alla Manifattura Tabacchi di Firenze

Mai era arrivato a questo punto. Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana, ha lanciato un appello accorato alla platea di politici, tecnici e funzionari statali riuniti alla Manifattura Tabacchi di Firenze oggi, 26 ottobre, per il roadshow di Cassa depositi e prestiti. Un appello che è insieme un grido di dolore e una richiesta di aiuto: “Le aziende toscane – ha detto – rischiano il baratro. Con questi prezzi dell’energia non siamo più in grado di andare avanti. L’industria manifatturiera sta pagando ogni mese 450 milioni in più per le bollette di gas e luce. Così non siamo in grado di reggere, siamo al collasso”.

Le aziende rischiano di chiudere

Lo sfogo di Bigazzi è quello di un settore trainante dell’economia regionale, che quest’anno rischia di azzerare i margini con la conseguenza di fermare gli investimenti, e non solo: “Lo dico da mesi: siamo stati investiti da uno tsunami – ha sottolineato il leader degli industriali toscani di fronte al presidente della Regione, Eugenio Giani, al sindaco di Firenze, Dario Nardella, ai vertici di Cdp, Giovanni Gorno Tempini (presidente) e Dario Scannapieco (ad) – c’è bisogno di agire subito sul prezzo dell’energia altrimenti il nostro sistema industriale morirà. Serve un tetto al prezzo dell’energia e serve lo scostamento di bilancio, che vuol dire fare nuovo debito, per aiutare le imprese”. Dalla base associativa, ha aggiunto Bigazzi, arrivano tutti i giorni richieste di aiuto, al di là dei settori di appartenenza o delle dimensioni: sono a rischio le piccole e le grandi imprese, le manifatturiere e le imprese dei servizi: “La Toscana è terra di filiere importanti e dobbiamo scongiurare un possibile effetto domino”.

Discutere con Enel il rinnovo delle concessioni geotermiche

Il timore di Bigazzi è che la politica non abbia ancora ben compreso il livello di rischio a cui il sistema industriale è arrivato. E questo sia a livello nazionale che locale. Per questo il presidente di Confindustria Toscana si è rivolto anche al presidente regionale Giani e all’assessore all’Economia, Leonardo Marras, seduti in prima fila: “La Toscana ha la fortuna di avere una fonte energetica rinnovabile strategica come la geotermia – ha detto – ma ora la Regione deve ridiscutere velocemente con Enel le concessioni che scadranno nel 2024 così da permettere nuovi investimenti. E deve autorizzare nuovi pozzi, togliere i vincoli e la burocrazia all’eolico, al solare, all’idroelettrico. Non è possibile che per mettere poche pale eoliche nel Mugello si debba impiegare anni. E non è possibile che un’amministrazione voglia i pannelli fotovoltaici verdi e una rossi. Servono norme più agili, serve una legge regionale più semplice. Vi chiediamo aiuto – ha concluso Bigazzi ringraziando Giani per aver autorizzato il rigassificatore di Piombino- – per mettere impianti fotovoltaici su tutti i capannoni”.

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Silvia Pieraccini

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