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Impresa

15 novembre 2023

Bibi Graetz investe 10 milioni nella casa-cantina a Fiesole

Il produttore fiorentino possiede 70 ettari di vigneti in varie zone della Toscana. Arte e design in mezzo alle botti.

Silvia Pieraccini

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La cantina di Bibi Graetz a Fiesole

Dopo le cantine d’autore, firmate dai maestri dell’architettura contemporanea, la Toscana del vino s’inventa la cantina “in casa”: è quella di Bibi Graetz, produttore fiorentino (di madre norvegese e padre israeliano) che dal Castello di Vincigliata, vicino Fiesole, si è trasferito nella piazza principale della stessa cittadina, dove nel 2019 ha comprato una palazzina ottocentesca di tremila metri quadrati dal passato glorioso. Si chiama Villa Aurora ed è stata un teatro, un hotel di lusso, una prigione utilizzata dai tedeschi nella seconda guerra mondiale, fino a ospitare da ultimo l’albergo Aurora, con vista spettacolare su Firenze e sulla Cupola del Duomo. I lavori di ristrutturazione sono appena finiti.

70 ettari di vigneti biologici

Qui Graetz ha trasferito la propria abitazione (ai piani superiori) e il lavoro di viticoltore (al piano terra), costruendo una vera e propria cantina dove arrivano le uve provenienti dai 70 ettari di vigneti biologici che possiede in Toscana, sparsi tra Vincigliata, San Donato in Collina, Murlo, Vaglia, Isola del Giglio, Montefioralle, per essere selezionate e trasformate in vini di alta qualità, tra cui i più famosi (e premiati) Testamatta e Colore.

Investimento da 10 milioni di euro

Ma, a differenza di una cantina tradizionale, in mezzo alle botti, barrique e bottiglie di Bibi Graetz spuntano opere d’arte, pavimenti in marmo, poltrone, il vecchio pianoforte dell’hotel, una sfera stroboscopica appesa al soffitto (è quella della vecchia discoteca). Al posto del vecchio bar dell’albergo ora c’è una sala degustazione. Graetz ha investito circa dieci milioni di euro (8,7 milioni per l’acquisto del palazzo, uno per la ristrutturazione) in questa operazione destinata a segnare una innovazione nel mondo del vino: un ambiente produttivo che profuma d’arte e di design, grazie alle passioni di Bibi e di sua moglie Benedicte.

Il produttore vinicolo Bibi Graetz

Duecentomila bottiglie l’anno

“Produciamo 180-200mila bottiglie all’anno – spiega il produttore vinicolo che ha i magazzini logistici alle Caldine, vicino Fiesole – e nei nostri progetti come il Testamatta (Sangiovese prodotto in 150mila bottiglie solo in vigneti esposti a nord, ndr) mettiamo sempre un po’ di follia”. La stessa follia che ha guidato la nuova cantina-casa di Graetz: nel periodo della vendemmia, quando i camion carichi di uve arrivano nella piazza di Fiesole, occorre sistemare delle transenne in strada per riuscire ad effettuare le operazioni di scarico. E nel paese si diffonde un odore di vino che alimenta la domanda: “Ma cosa c’è qui?” C’è una cantina in città, che fattura 12,5 milioni di euro (dato 2022) e punta a diventare un luogo di riferimento per chi è appassionato di vino, sotto forma di wine club.

Autore:

Silvia Pieraccini

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