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Banche

09 maggio 2023

Banca Mps sopra le attese a inizio anno, nel 2024 si torna al dividendo

Utile a quota 236 milioni. “Ci aspettiamo di replicare la performance anche nei trimestri successivi”, dice l’ad Lovaglio.

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Con i dati del primo trimestre 2023 “Mps è ritornata, ed è in ottima forma perché i risultati che abbiamo ottenuto sono concreti”. L’amministratore delegato dell’istituto senese, Luigi Lovaglio, canta vittoria dopo che il dato dell’utile netto nei primi tre mesi dell’anno, pari a 236 milioni di euro, si è dimostrato in evidente miglioramento rispetto ai 10 milioni dello stesso periodo 2022, più che raddoppiato rispetto ai 156 milioni del trimestre precedente, e superiore al consensus degli analisti che si attendevano profitti per 122 milioni.

Il risultato del trimestre, secondo Lovaglio, rappresenta “un terzo del target annuo” di utile al 2024, e dimostra che nel periodo “il gruppo ha messo in atto tutto il suo potenziale”, dopo la ristrutturazione compiuta a fine 2022 e l’uscita di oltre 4mila dipendenti. “Ci aspettiamo di replicare la performance del primo trimestre anche nei trimestri successivi”, ha aggiunto l’ad, secondo cui “i target del nostro piano sono più che raggiungibili”. Da qui la conferma dell’intenzione di tornare al dividendo a valere sull’utile 2024.

Nel primo trimestre 2023 Rocca Salimbeni ha visto i ricavi attestarsi a 879 milioni di euro, in aumento dell’11,8% grazie all’incremento del margine di interesse (+1,2%) e dalle commissioni nette (+7,3%). La spinta dei tassi ha permesso al margine di interesse di crescere, anno su anno, del 56,6%, attestandosi a 505 milioni di euro. I costi sono scesi del 13,8% anno su anno, attestandosi a 465 milioni: il cost-income si è ridotto al 52,9%, dal 60,4% del trimestre precedente, battendo gli obiettivi di piano al 2026.

Nei primi tre mesi dell’anno Mps ha registrato una crescita della raccolta complessiva di 3,4 miliardi, a quota 177,9 miliardi. Salgono dello 0,9% gli impieghi performing, trainati dalla componente small business, e cresce anche la raccolta commerciale totale (+1,3% trimestre su trimestre), con una maggiore incidenza del risparmio amministrato. Il totale dei finanziamenti deteriorati lordi si attesta a fine marzo a 3,3 miliardi, sostanzialmente stabile rispetto a fine 2022, mentre i crediti deteriorati netti sono scesi nel trimestre da 1,7 a 1,6 miliardi, con un’incidenza del 2,1% sul portafoglio crediti. La copertura complessiva dei crediti deteriorati sale di 210 punti base al 50,2%. Il Cet1 fully loaded, che scende dal 15,6% di dicembre al 14,4%, dopo aver scontato l’aumento degli asset ponderati per il rischio.

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