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30 maggio 2024

Balneari: torna l’indennizzo (già bocciato dalla Consulta) per chi perde le gare. Ma c’è un escamotage

All’orizzonte la modifica della legge regionale 31/2016, sulla spinta di Comuni e associazioni. Debutta la previsione ‘recessiva’.

Silvia Pieraccini

La Regione Toscana ritenta. Era il luglio 2017 quando la Corte Costituzionale annullò – a seguito dell’impugnazione del Governo – il pilastro su cui si fondava la legge regionale 31/2016 sulle concessioni demaniali marittime, cioè il diritto a un indennizzo (pari al 90% del valore dell’azienda) per il gestore dello stabilimento balneare che avesse perso la concessione a seguito dell’asta bandita dal Comune. La Consulta stabilì che quella previsione violava la competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza, influendo sulle possibilità di accesso al mercato.

Equo indennizzo appeso a (future) linee guida

Da quel momento le aste (o meglio le procedure comparative) avviate dai Comuni per riassegnare le concessioni in scadenza si sono fermate. Ora – a distanza di sette anni e senza che il Governo abbia sciolto il nodo della direttiva europea Bolkenstein – la Regione ci riprova. Una modifica alla legge 31/2016, approvata il 27 maggio scorso dalla Giunta regionale guidata da Eugenio Giani (che ora dovrà essere esaminata dal Consiglio), prevede un “equo indennizzo” da versare al concessionario uscente, con la finalità di “ripagare” gli investimenti effettuati nello stabilimento balneare. Il calcolo dell’indennizzo sarà affidato a linee guida elaborate entro 30 giorni dall’entrata in vigore della nuova legge (che sarà rapida perché è qualificata ‘urgente’).

A dicembre scadranno molte concessioni

“I Comuni brancolano nel buio – dice in sostanza la Regione – dobbiamo dar loro strumenti normativi e procedurali attualizzati per riavviare le procedure comparative e poterle completare entro il 31 dicembre del 2024, quando scadranno gran parte delle concessioni marittime”. Per evitare il rischio di una nuova scure della Consulta, la Regione prevede espressamente che l’indennizzo da pagare al concessionario decada se e quando lo Stato disciplinerà la materia (l’indennizzo viene infatti definito “recessivo”). Bastera a evitare un’altra impugnazione?

Il contesto normativo è diverso rispetto al 2017, dice la Regione

“La proposta di legge si inserisce in un contesto normativo ben diverso da quello in cui era stata prevista la disposizione censurata dalla Corte costituzionale con sentenza 157/2017”, si afferma nella relazione che illustra il testo della nuova proposta di legge, citando la giurisprudenza del Consiglio di Stato intervenuta dopo la pronuncia della Consulta.

Fiba-Confesercenti applaude al ritorno dell’indennizzo

Applaude alla mossa della Regione la Fiba-Confesercenti Toscana, secondo la quale con questa modifica della legge “la Toscana riconosce il valore commerciale dell’azienda balneare”. “E’ una battaglia che abbiamo sempre portato avanti”, afferma Fiba.

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Silvia Pieraccini

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