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14 ottobre 2022

Aumento di capitale Mps, ecco gli avvisi della Bce

Per mettere in sicurezza la banca è indispensabile raggiungere (in uno scenario complesso) gli obiettivi del piano 2022-26.

Leonardo Testai

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L’aumento di capitale di Banca Mps “rappresenta il presupposto imprescindibile” per il salvataggio di Rocca Salimbeni. Ma non basterà: devono essere conseguiti gli obiettivi del piano industriale 2022-2026, in uno scenario macroeconomico incerto. Il prospetto sull’aumento di capitale approvato dalla Consob dopo la delibera del Cda rivela che la Bce, nella bozza di decisione sullo Srep 2022, “ha osservato come l’aumento di capitale sia soggetto ad un elevato rischio di esecuzione, in relazione alla ridotta capitalizzazione della Banca e alla delicata congiuntura macroeconomica domestica e internazionale”.

Spread, tassi e cause legali: ecco i rischi

Ferma restando la necessità che l’aumento di capitale sia integralmente eseguito, la Bce ha evidenziato i potenziali fattori ostativi al raggiungimento degli obiettivi del piano industriale. Tra questi, si legge nelle avvertenze contenute nel prospetto sull’aumento di capitale, ci sono “il persistere di tensioni sullo spread Btp-Bund e della volatilità dei mercati con potenziali ricadute negative sul costo della raccolta”, e anche “la dinamica attesa delle commissioni che, sebbene considerata ragionevole, dipende dal successo delle iniziative commerciali programmate ed è esposta alla pressione competitiva”.

Non solo: c’è “l’incremento dei tassi di interesse e uno scenario meno favorevole del Pil che possono influenzare negativamente la capacità di rimborso dei debitori”, e “l’andamento reclami e cause legali che non è nel pieno controllo di Mps, come pure la capacità di prevenire l’insorgere di ulteriore contenzioso”. Perfino i risparmi di costi per 40 milioni di euro a partire dal 2024 dovuti alla chiusura delle filiali, alla riorganizzazione societaria del gruppo e agli investimenti in digitalizzazione, “potrebbero essere compensati da livelli inflattivi connessi al nuovo scenario macroeconomico che potrebbero essere più alti del previsto”.

Tier 1 sotto la media anche post aumento di capitale

Per dare l’idea delle difficoltà che attenderanno Banca Mps dopo l’aumento di capitale, la Bce avverte che Rocca Salimbeni dopo l’iniezione di 2,5 miliardi di euro presenterebbe comunque un gap di capitale rispetto alla media delle banche italiane ed estere che “potrebbe rappresentare un possibile ostacolo a future operazioni di fusione con un partner industriale”. Con un Tier 1 ratio del 14,2% a fine 2024, come da piano, Mps si posizionerebbe 70 punti base sotto il livello medio delle banche significative europee e 150 punti base sotto l’attuale media delle banche significative italiane.

La stima delle spese che Mps dovrà sostenere per l’aumento di capitale ammonta a 132 milioni di euro, di cui 125 milioni andranno alle banche garanti e ad Algebris, che si sono fatte congiuntamente carico della sottoscrizione di 857 milioni di euro di inoptato. Rocca Salimbeni prevede comunque di chiudere il 2022 con un risultato che, al netto dell’impatto di oltre 800 milioni di euro di costi di ristrutturazione legati al piano di uscite volontarie, è previsto in utile, e superiore ai 316 milioni del bilancio 2021.

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