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30 gennaio 2023

Annual Meeting di Baker Hughes, Firenze capitale del gas (e dell’idrogeno)

Nuovo Pignone alla testa della divisione Iet del colosso dell’energia: oltre 1.600 addetti ai lavori alla due giorni.

Leonardo Testai

Firenze, con Nuovo Pignone, rimane al centro delle politiche di sviluppo di Baker Hughes: è questo uno dei messaggi che emerge dalla prima giornata dell’Annual Meeting del colosso delle tecnologie per l’energia – dal tradizionale settore dell’oil&gas fino all’energia green – che è tornato in presenza al Teatro del Maggio musicale fiorentino dopo gli anni della pandemia. Qua nel 2019 Baker Hughes annunciò la propria strategia: dimezzare le emissioni di CO2 per il 2030, e azzerarle per il 2050. “Sono felice di dire che, come molti di voi, abbiamo ridotto le nostre emissioni del 23% dal 2019”, ha annunciato Lorenzo Simonelli, presidente e amministratore delegato di Baker Hughes, aprendo i lavori del meeting.

Nel 2022 un balzo in avanti per gli ordini

Oltre 1.600 fra opinion leader, decisori politici e istituzioni pubbliche e private hanno risposto all’appello di Baker Hughes e sono giunti a Firenze per l’Annual Meeting. “Al primo meeting nel 1999 avevamo cinque clienti e 160 nostri addetti”, ricorda Paolo Noccioni, presidente di Nuovo Pignone, che oggi è la “nave ammiraglia” della divisione Iet (Industrial & Energy Technology) di Baker Hughes. “Il mondo delle turbomacchine, incluso il service, pesa il 65% di Iet, e un 40% di tutto il gruppo Baker Hughes”, osserva Alessandro Bresciani, vicepresidente Climate Technology Solutions. Nel 2022 la divisione Iet, frutto di una riorganizzazione finalizzata nella seconda parte dell’anno, ha ottenuto ricavi per 7,3 miliardi di euro (-6% sul 2021), e ha accumulato ordini per 11,7 miliardi di euro (+28%).

Il focus sulla Toscana rimane importante: Nuovo Pignone ha firmato a fine 2022 un’intesa col Comune di Carrara per espandere lo stabilimento di assemblaggio moduli industriali di Avenza. “Noi forniamo soluzioni complete per il Gnl – ha ricordato Noccioni -, e l’area di Avenza ora è diventata piccola. Collaboriamo con il Comune per allargare la capacità dell’impianto”. Nel corso del 2023 è atteso – e Nuovo Pignone lo conferma – anche l’avvio dell’operatività del nuovo polo logistico in provincia di Pisa, che man mano assorbirà i volumi fin qui gestiti da B-Cube che ha una piattaforma logistica all’Interporto Vespucci di Livorno.

Reshoring per l’idrogeno, attenzione per il gas

L’Italia, Toscana compresa, in questa fase sono al centro dell’attenzione di Baker Hughes anche perché qui è basato il promettente business dell’idrogeno. “Qui abbiamo una filiera importante – afferma Noccioni – molto sviluppata. Negli ultimi 10-15 anni abbiamo portato in Italia tante tecnologie che prima compravamo dall’estero, con un’operazione di reshoring per le nuove tecnologie. Per fare un esempio, le camere di combustione le compravamo nei paesi dove si fanno gli aerei, ora le facciamo qui, Le palette delle turbine a gas ora le produciamo in Valtellina”.

Nel suo intervento d’apertura, Simonelli ha sottolineato che “sappiamo che c’è un’enorme domanda di energia, e dobbiamo assicurarci di non concentrarci sulla fonte di combustibile, ma di concentrarci sulle emissioni. Si tratta di emissioni, non di fonti di combustibile: e sarà necessario che tutti noi, in questa sala e al di fuori di questa sala, tutti gli stakeholder, lavorino in collaborazione per poter giungere alle soluzioni verso il Net Zero”. In questo contesto, ha osservato il presidente e ad di Baker Hughes, “gas naturale e Gnl non sono solo un combustibile di transizione, ma anche un combustibile di destinazione. Se si considera che il mondo ha bisogno di più energia, essi svolgono un ruolo cruciale nell’assicurarsi che ci sia una fascia di energia sicura e accessibile”.

Rotta verso il digitale e la decarbonizzazione

In occasione dell’Annual Meeting, Baker Hughes ha presentato nuove soluzioni nell’ambito del proprio ecosistema digitale come la soluzione di produzione automatizzata Leucipa e la suite integrata Cordant, mentre la collaborazione con Corva, azienda texana di cui possiede una quota di minoranza, offre soluzioni cloud per l’analisi in tempo reale dei dati, con una visualizzazione intelligente degli impianti e delle operazioni di perforazione. “Il digitale – ha sottolineato Simonelli – sta ridefinendo i limiti di come i settori energetico e industriale possono aumentare l’efficienza, operare in modo prevedibile, e garantire una riduzione delle emissioni in modo sostenibile”.

Simonelli ha inoltre annunciato la firma di un memorandum d’intesa con Fortescue Future Industries, player australiano nel campo dell’energia green, per l’adozione di nuove soluzioni tecnologiche per l’idrogeno verde, l’ammoniaca verde e progetti geotermici. La collaborazione, si legge nella nota di Baker Hughes, “getta le basi per una collaborazione volta a decarbonizzare le industrie hard-to-abate, tra cui l’industria mineraria, l’acciaio e il cemento”.

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Leonardo Testai

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